Una giornata storica per la comunità ebraica di Roma, che celebra i 120 anni del Tempio Maggiore, con la presenza alla solenne cerimonia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’evento non si è limitato a una commemorazione religiosa, ma ha rappresentato un momento di dialogo su temi di attualità e memoria storica, tra cui il controverso dibattito sul genocidio a Gaza.

Sergio Mattarella è stato accolto con tutti gli onori al Tempio Maggiore di Roma. Tra le autorità presenti, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il governatore del Lazio Francesco Rocca e il prefetto di Roma Lamberto Giannini, a sottolineare l’importanza dell’evento per la capitale e per l’intera nazione. Il governo rappresentato dai ministri Nordio, Giuli, dal presidente del Senato La Russa e il vice premier Tajani che ai microfoni de Lo Speciale ha usato parole dure sul dibattito per la guerra in Medio Oriente.
Il video di Tajani al Tempio Maggiore: “Non è genocidio a Gaza”
“Io posso non essere d’accordo con quello che fa l’esercito israeliano. È ora di fermarsi, è ora di arrivare al cessate il fuoco. Ma non si tratta di genocidio” a Gaza, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine delle celebrazioni per il Tempio Maggiore ai microfoni de Lo Speciale. Tajani ha sottolineato che il genocidio presuppone una predeterminazione e una volontà esplicita di eliminazione, richiamando alla memoria gli eventi del 7 ottobre scorso: “Non è stato un attentato, non è stato un bombardamento, non è stato un attacco militare: è stata una caccia all’ebreo casa per casa, persona per persona, con atti di violenza inaudita.”
Fadlun: “Genocidio era quello dei nazisti”
Affermazioni ancora più dure sono arrivate da Victor Fadlun, che ha definito Israele “baluardo dell’Occidente”: “Il genocidio non è quello che si compie a Gaza, ma quello che cercarono di compiere i nazisti. Israele sta combattendo una guerra di sopravvivenza.” Le dichiarazioni giungono in risposta al recente rapporto di Amnesty International, che ha parlato apertamente di genocidio a Gaza.
“Siamo qui a celebrare i primi 120 anni di questa Sinagoga,” ha dichiarato il Rabbino Capo Riccardo Di Segni durante la cerimonia. Ha sottolineato il valore del Tempio come luogo di memoria e speranza: “Ogni dettaglio di questo Tempio tramanda una storia, spesso di sofferenza, ma anche di tenacia, di volontà di trasformare l’umiliazione in bellezza.”
Il Rabbino ha poi ricordato il ruolo fondamentale della Costituzione italiana, nata dopo le tragedie del secolo scorso: “La Costituzione, scritta dopo la barbarie nazifascista, afferma il principio di uguaglianza e porta la firma di un ebreo, Umberto Terracini.” Rivolgendosi al Presidente Mattarella, ha aggiunto: “La nostra comunità guarda a Lei come il primo garante di quel testo e della stabilità del nostro Paese.”
Un evento che unisce passato e presente
Il 120° anniversario del Tempio Maggiore di Roma si è trasformato in un crocevia di memoria storica e attualità politica. Mentre si celebra la storia della comunità ebraica romana, non si possono ignorare i richiami alle tragedie del passato e le difficili sfide del presente, come il dibattito sul genocidio a Gaza. La grande rappresentanza politica, soprattutto del capo dello Stato sono la riprova di come la comunità ebraica sia una parte importante e imprescindibile della storia italiana.



