Stalking e violenza soprattutto psicologica quando non sono solo le donne a subirla ma spesso anche uomini di successo vessati e spesso letteralmemte ossessionati da ex fidanzate e amanti che non demordono. Sembra un feuilleton o sctipt di un sequel di un film di cassetta anni ’80 come “Attrazione fatale” con Michael Douglas e Glenn Cloose in realtà bersaglio di recenti espisodi non propri piacevoli e vittima di violenza sembrerebbe sia stato il campione di nuoto paralimpico Manuel Bortuzzo al centro del gossip per un vero e proprio stalking seriale da parte della sua ex fidanzata, la modella e influencer etiope Lulù Selassiè. La procura di Roma avrebbe a quanto pare rinviato a giudizio per stalking nei confronti dell’ex fidanzato, l’influencer e sedicente principessa etiope Lucrezia “Lulù” Hailé Selassiè. I due stando alle indiscrezioni avevano avuto una relazione dal settembre del 2021 all’aprile del 2022, chiusa dal nuotatore triestino. Una rottura a cui l’influencer non si sarebbe rassegnata al punto che avrebbe cominciato a perseguitare l’atleta fino all’aprile scorso, arrivando a minacciarlo di morte se non fosse tornato con lei. Le frasi lapidarie e violente come; ”Se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo” hanno fatto scattare in Bortuzzo la voglia di denunciare la giovane modella. La denuncia sembrerebbe arrivata dopo due anni di comportamenti vessatori e prima dell’estate, la ragazza è stata sottoposta a divieto di avvicinamento e costretta a indossare il braccialetto elettronico per atti persecutori. Stando alle fonti la procura avrebbe chiuso le indagini e chiesto il giudizio immediato: la Salassiè ha optato per il rito abbreviato e l’udienza davanti al gup sembrerebbe fissata per il prossimo 13 marzo. Dal canto suo il campione si trincera in un doveroso silenzio vittima di gesti e atti persecutori che lo hanno portato a vivere in uno stato d’ansia e di paura costante e un fondato timore per la sua incolumità. E’ bene dunque chiedersi se la violenza ai danni del campione è da considerarsi minore rispetto alle altre? Le vittime spesso non hanno colore, ne’ genere e ne’ razza così come i carnefici.



