E poi dicono che non è vero che i giudici hanno scatenato una ferocissima guerra al governo di centrodestra. Cose inaudite avvengono da pochi anni a questa parte. Ma non c’è mai da stupirsene abbastanza. L’ultima pensata delle toghe è a dir poco surreale, sembra uscita da un libro di Kafka redivivo: il Tar della Liguria ha deciso di togliere alla Rai il diritto di organizzare il Festival di Sanremo. Sembra uno scherzo, ma è tutto vero.
I giudici amministrativi liguri hanno infatti stabilito che l’assegnazione diretta da parte del Comune di Sanremo del Festival della canzone italiana alla Rai è illegittima, e a partire dall’edizione del 2026 occorrerà una gara per stabilire chi dovrà organizzarlo e trasmetterlo.
Ecco quanto si legge in un comunicato stampa del Tar: «Con sentenza nr. 843, depositata in data odierna, il Tar per la Liguria ha dichiarato illegittimo l’affidamento “diretto” alla Rai, da parte del Comune di Sanremo, dell’organizzazione del Festival della canzone italiana (anni 2024/2025)». I giudici, bontà loro, hanno fatto salvo lo svolgimento dell’edizione del 2025, che, pertanto, avrà luogo come previsto. «Per l’avvenire, invece, il Comune di Sanremo dovrà procedere mediante pubblica gara, aperta agli operatori del settore interessati».
C’è a questo punto da attendersi che la Tv di Stato impugnerà davanti al Consiglio di Stato questa decisione del Tar ligure. E alle fine il verdetto dei giudici ammnistrativi di primo grado potrebbe anche venire ribaltato.
Intanto però i vertici di viale Mazzini sono in comprensibile agitazione: con la manifestazione canora dell’Ariston, la Rai fa ogni anno il boom degli ascolti surclassando, in quei giorni di febbraio, tutti i concorrenti. Toglierle questa possibilità vorrebbe dire assestare un colpo mortale alla maggiore azienda culturale italiana, per la gioia dell’opposizione che potrebbe così fare i salti di gioia e accusare “Tele Meloni” di collezionare un flop dietro l’altro.
Che si tratti di un formalismo giuridico usato come un’arma politica lo sta a testimoniare il fatto che il Festival della canzone italiana è organizzato e trasmesso dalla Rai fin dalla fondazione di questa, cioè da almeno 70 anni. E a nessuno è mai venuto in mente che potesse essere un fatto illegittimo, apparendo a tutti un pensiero assurdo.
Non bastano i processi politici a Matteo Salvini. Non basta il boicottaggio del provvedimento di trasferimento dei migranti in Albania. Non basta nemmeno il fatto che i giudici genovesi hanno provocato la caduta di Giovanni Toti da governatore della Liguria (ma alla fine gli è andata comunque male). Adesso pensano di colpire la destra per mezzo della Rai, senza curarsi del fatto che in questo modo fanno un danno all’Italia perché la Rai è di tutti. Insomma, le toghe cercano proprio lo scontro totale, non risparmiando nemmeno le consuetudini più ludiche e allegre della vita italiana, come appunto la manifestazione canora sanremese, che non è solo un fatto musicale ma soprattutto un appuntamento annuale con l’evoluzione del costume nazionale.
Guarda caso, la prossima settimana comincerà l’esame del Parlamento della riforma promossa da Carlo Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati. A pensar male, diceva Giulio Andreotti, si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre…



