A seguito dell’occupazione della Capitale da parte dei ribelli anti-Assad, i siriani hanno effettuato un’irruzione nel palazzo presidenziale di Bashar al-Assad situato a Damasco, saccheggiandolo.
In un filmato diffuso sul web si osservano decine di individui aggirarsi nella sfarzosa residenza, intenti a svuotare i guardaroba con lo scopo di rubare effetti personali appartenenti al capo di Stato destituito e alla moglie, Asma al-Assad.
I ribelli hanno fatto razzia di opere d’arte, borse e valigie di marca, vestiti di lusso, accessori, piatti, bicchieri e addirittura cuscini, piumoni, lenzuola di lino ed elettrodomestici, scattando orgogliosamente al contempo, selfie nei corridoi. Tra i vari filmati e fotogrammi è stato ripreso all‘ingresso della reggia, un dipinto di Assad gettato sul pavimento.
Ma non è finita qui.
Anche il garage del presidente è stato preso d’assalto: tra la valanga di immagini condivise sui social, ve ne sono alcune scattate nel garage in cui si scorgono decine di vetture di lusso, tra Mercedes, BMW, Lamborghini, Ferrari e Audi: “Viveva nel lusso, mentre noi morivamo di fame”, si sente inveire. “Scatto foto perché sono felice di essere nella sua casa, sono venuto per vendicarmi perché ci hanno oppresso per anni”.
Nelle ultime ore, stanno circolando sui social ulteriori fotografie. Tra queste, alcune mostrano una serie di tunnel segreti della famiglia Assad: si distingue una scala bianca a spirale che conduce verso il sottosuolo e una vasta rete di gallerie in cui, secondo quanto riportato dai ribelli, sono state rinvenute camere da letto, salotti e porte in metallo.
Di seguito, alcuni scatti dei ribelli nel palazzo presidenziale:











