Mangione, chiuso in carcere di sicurezza: «È un insulto al popolo americano»

mercoledì, 11 Dicembre 2024
1 minuto di lettura

Luigi Mangione è stato incriminato lunedì sera per l’omicidio di Brian Thompson. Ora è in carcere in attesa dell’estradizione a New York.

Proprio nel manifesto trovato dalla Polizia al momento del suo arresto in un McDonald in Pennsylvania sarebbero emerse le teorie e la sete di vendetta che avrebbero spinto il giovane italoamericano a progettare e mettere in atto l’omicidio di Thompson.

Secondo gli investigatori il tutto è riconducibile ai problemi di salute che hanno condizionato la vita del presunto killer: la spondilolistesi.
Si tratta di una malattia alla schiena – una condizione aggravata da un incidente sul surf e rimasta irrisolta anche dopo un delicato intervento chirurgico – che rendeva impossibile per il ragazzo avere rapporti sessuali con le donne.

Intanto l’avvocato di Mangione ha reso noto che il giovane si è dichiarato non colpevole delle accuse che deve affrontare in Pennsylvania.

“Come ho detto, non sono a conoscenza di accuse effettive a New York”, ha spiegato l’avvocato Dickey, aggiungendo di aver “creato un forte legame” con il suo cliente e di essere “soddisfatto” della loro relazione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.