L'ex difensore rossonero: "Deleterio un anno di purgatorio in Europa League o Conference" ROMA (ITALPRESS) – "Sono arrivato nel 1980 e il mio contratto con il Milan è finito nel 2016. Per 36 anni di fila nella stessa società, prima da giocatore e poi da allenatore. Una bella storia per me. I primi anni sono stati difficili: sono arrivato con il Milan che giocava in Serie B, sapevo che saremmo tornati ai vertici del calcio italiano. Non ci speravo in quella maniera. Poi è arrivato Berlusconi e le cose sono cambiate radicalmente e siamo diventati una delle squadre più importanti al mondo". Una vita al Milan quella di Mauro Tassotti, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, nel giorno del 125esimo compleanno rossonero. "L'esordio di Jimenez? L'avevo già visto sia nel Milan Futuro e sia nella Primavera, mi sembra un ragazzo molto dotato sul piano tecnico e della corsa, credo possa sostituire Theo Hernandez, magari anche trovarsi un posto da titolare nel corso della stagione – prosegue l'ex difensore rossonero – Non c'è una vera e propria alternativa a Theo Hernandez, quindi credo che possa ricoprire questo ruolo: ha capacità di stare in campo, ha personalità, non ha paura di giocare la palla. Non so quale sia la sua testa, ma sa giocare a calcio e anche ieri lo ha dimostrato in una partita delicata". Circa Milan-Genoa, Tassotti sottolinea come la partita sia stato il frutto "delle prestazioni dell'ultimo periodo. Si poteva pareggiare anche con la Stella Rossa, poi è arrivato l'episodio fortunato all'ultimo minuto. Ma il nervosismo di Fonseca a fine partita era stato un segnale. Tante squadre hanno avuto difficoltà dopo le coppe, ma ieri era una partita da vincere. Ci sono molte squadre davanti, non sarà semplice scalare la classifica. Arrivare in Champions per questo tipo di società è fondamentale. Un anno di purgatorio in Europa League o Conference sarebbe deleterio per tutto l'ambiente". Il Milan non vive certo un bel momento: "Bisogna un po' abituarsi a queste nuove realtà, le proprietà di un tempo non ci sono più. Chi come me ha 60 anni, fa un po' di fatica ad accettare. Fino all'anno scorso il Milan giocava un gran bel calcio. I quattro anni con Pioli sono stati positivi: quando il Milan giocava bene, era un piacere vederlo. Per ora quel Milan non si vede. Credo sia giusto che Fonseca non faccia sconti, è dovere dell'allenatore però recuperare certi giocatori, anche se attraverso esclusioni che fanno rumore. Con Leao è riuscita la cosa, con Theo stiamo a vedere. Non c'è solo un colpevole, se le cose vanno così. Quello di Fonseca è stato un inizio travagliato, ci sono state situazioni strane, in cui si è assunto responsabilità forti. Abbiamo sentito poco la voce della società". Sul ruolo di Ibra: "Fare il giocatore è una cosa, il dirigente è un'altra, soprattutto con quelle responsabilità, anche se non sono chiarissimi i suoi compiti. Ci vuole un po' di esperienza, che Ibra non ha. Si sta facendo le ossa col Milan, magari qualche errore lo farà. E poi i risultati devono aiutarti. Anche Galliani e Braida, quando i risultati non arrivavano, venivano contestati". Tassotti, infine, non crede che la situazione in casa Milan possa migliorare con il mercato di gennaio: "I miglioramenti devono avvenire con i giocatori che si hanno. Non si può pensare di risolvere tutto col mercato. A gennaio poi non è così facile. Credo che il Milan abbia l'organico per recuperare posizioni, ma diventa difficile quando hai così tante squadre davanti". – Foto Ipa Agency – (ITALPRESS). mc/com 16-Dic-24 09:58
Tassotti “Nel Milan si sente poco la voce della società”
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