Si è tenuto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il tavolo di confronto tra il ministro Adolfo Urso, i rappresentanti di Stellantis, i sindacati e le regioni italiane coinvolte nella filiera dell’automotive. L’incontro ha segnato un passaggio cruciale per il futuro del settore automobilistico nazionale, con focus sulla transizione ecologica e digitale, la diversificazione produttiva e il sostegno all’occupazione.
Il ministro Urso ha illustrato un piano ambizioso, mettendo a disposizione 1,1 miliardi di euro per finanziare la modernizzazione e la riconversione del settore: “Il vero problema è avere sufficienti progetti per integrare queste risorse”, sono state le parole del ministro sottolineando l’importanza di sviluppare una visione di lungo periodo. Un tavolo che dunque ha dato una svolta, come lo stesso ministro aveva auspicato sabato scorso ad Atreju.
Urso non solo piano Stellantis: tutti i fondi all’automotive
Urso ha spiegato come il governo intenda intervenire con strumenti concreti per il sostegno delle imprese della filiera automotive:
•600 milioni per contratti di sviluppo;
•200 milioni per mini-contratti di sviluppo;
•300 milioni per accordi di innovazione.
Queste risorse mirano a finanziare progetti che favoriscano la modernizzazione tecnologica delle aziende, la diversificazione produttiva e la riconversione industriale. Urso ha sottolineato la necessità di prepararsi al cambiamento del mercato automobilistico europeo, in cui la domanda di veicoli termici è destinata a calare a favore delle auto elettriche.
Il ruolo di Stellantis e la sfida della diversificazione
Il ruolo di Stellantis è cruciale. L’azienda, ha detto Urso, ha accettato “la piena responsabilità di gestire questa transizione senza paura”. L’obiettivo è diversificare la produzione, puntando su settori paralleli come l’aerospazio e la difesa. “Un’impresa che oggi produce componenti per le auto — ha continuato Urso— deve essere in grado di produrre anche per l’aerospazio o la difesa”.
Urso ha anche ribadito l’importanza di mantenere alta la pressione a livello europeo, con una strategia unitaria per rivedere le regole del sistema energetico e garantire la competitività dell’industria europea. “Se vinciamo questa battaglia, faremo risorgere non solo l’auto italiana ma l’intera industria europea”, ha affermato con convinzione.
La visione di Stellantis, le parole di Imparato
Sull’altro fronte, Jean-Philippe Imparato, responsabile Europa di Stellantis, ha illustrato i piani operativi dell’azienda. Tra i punti salienti, l’introduzione di nuovi modelli elettrici e ibridi per rispondere alla transizione ecologica e la riorganizzazione delle piattaforme produttive, con un occhio particolare agli stabilimenti italiani: “Abbiamo messo la terza piattaforma a Pomigliano — ha detto Imparato — e dobbiamo fare di più, ma intanto abbiamo coperto l’80% del mercato europeo”. Una dichiarazione che evidenzia la volontà di Stellantis di rafforzare la propria presenza in Europa e aumentare la produzione. Imparato ha parlato anche di una strategia offensiva, abbandonando l’approccio “difensivo” del passato: “Non vogliamo limitarci a difendere le posizioni. Vogliamo passare all’attacco”.
La produzione ibrida per triplicare i volumi
Imparato ha poi descritto la strategia di produzione per il prossimo anno, basata sull’introduzione di modelli ibridi ed elettrici. L’esempio dello stabilimento di Melfi è significativo: “Quando metti l’ibrido in fabbrica, triplichi i volumi. Se oggi produciamo 500 unità, domani arriveremo a 1.500”. L’obiettivo è garantire una crescita costante, con effetti diretti sull’occupazione e sulla competitività degli stabilimenti italiani.
Il tavolo del Mimit si chiude con una visione chiara: il futuro dell’automotive italiano passa per la diversificazione, l’innovazione tecnologica e la capacità di anticipare i cambiamenti del mercato europeo. Con 1,1 miliardi già stanziati dal governo e 2 miliardi di investimenti annunciati da Stellantis, il 2025 sarà l’anno decisivo per la transizione. “Stiamo cambiando la politica industriale europea con pragmatismo e realismo”, ha concluso Urso, lasciando intendere che l’Italia intende giocare un ruolo da protagonista nel futuro dell’industria automobilistica continentale.
Il video con le parole di Urso a margine del tavolo
Le parole dei sindacati
Nonostante l’entusiasmo, giusto del Governo per un piano completamente cambiato, i sindacati mostrano freddezza perché dalle parole bisogna passare ai fatti. Decisivi in questo senso saranno i prossimi mesi, dove si capirà se l’Italia davvero potrà essere la stella cometa dell’automotive europeo e se i 40 mila lavoratori di Stellantis saranno effettivamente salvi.



