Codice della Strada le nuove regole per i monopattini: cosa cambia per lo sharing a Roma? Si valutano ricorsi

mercoledì, 18 Dicembre 2024
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Il nuovo Codice della Strada, fortemente sostenuto dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, introduce nuove regole significative per l’utilizzo dei monopattini elettrici, anche per quelli in sharing di Roma. Tra le misure principali spiccano l’obbligo del casco per tutti gli utenti e l’introduzione di targhe e assicurazione obbligatoria. Questi cambiamenti, accolti con favore dal Ministero per motivi di sicurezza stradale, stanno però scatenando proteste e preoccupazioni, in particolare tra gli operatori del settore dello sharing e le amministrazioni locali, con Roma Capitale in prima linea al loro fianco.

Cosa cambia e le nuove regole per i monopattini in sharing a Roma?

Per gli utenti che utilizzano i monopattini in sharing a Roma valgono le novità di tutti i comuni utilizzatori, le principali sono:

•Obbligo di casco per tutti: mentre prima l’obbligo riguardava solo i minori di 18 anni, ora viene esteso a tutti gli utenti, senza distinzioni di età.

•Targa obbligatoria: i monopattini dovranno essere dotati di una targa, simile a quella delle biciclette a pedalata assistita.

•Assicurazione obbligatoria: sarà necessario dotare i mezzi di un’assicurazione per la responsabilità civile.

Queste misure mirano a garantire maggiore sicurezza, ma stanno sollevando dubbi operativi ed economici, soprattutto per le società che gestiscono i servizi di sharing a Roma.

Le proteste di Roma Capitale e degli operatori di sharing, parla l’ass. Patanè

A sollevare le critiche più forti è stato l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, che ha definito le nuove regole “incoerenti” e “ingiustificate”. La principale obiezione riguarda il fatto che i monopattini, finora equiparati normativamente alle biciclette, vengano sottoposti a regole più rigide rispetto alle bici elettriche, che possono raggiungere anche velocità più elevate. Lo Speciale ha avuto modo di intervistarlo in occasione dell’inaugurazione della nuova Piazza di Porta Pia: “Non si capisce perché il Ministero faccia queste differenze tra monopattini e biciclette, considerando che anche una bicicletta elettrica può andare a 80 km/h. Se si vuole tutelare la sicurezza stradale, allora queste regole dovrebbero valere anche per le bici”, ha dichiarato Patanè.

Al centro della polemica c’è anche l’impatto economico che queste misure avranno sugli operatori di sharing. A Roma, il servizio di sharing è gestito da tre operatori principali, selezionati tramite un bando pubblico. Questi operatori hanno investito risorse economiche importanti basandosi su determinate condizioni contrattuali, che ora vengono stravolte dalle nuove regole: “Gli operatori si trovano in grande difficoltà: hanno presentato offerte economiche per partecipare al bando sulla base di regole precise, ma queste sono state cambiate in modo radicale”, ha sottolineato l’assessore Patanè.

Secondo i dati forniti dall’amministrazione capitolina, l’incidentalità e la mortalità causate dai monopattini a Roma sono “bassissime”, e questo rende la stretta normativa ancor meno giustificabile.

Il rischio di un crollo dell’utilizzo del servizio di sharing e i possibili ricorsi

L’obbligo del casco, in particolare, rischia di avere un impatto pesantissimo sull’utilizzo dei monopattini in sharing. Gli utenti occasionali, che rappresentano una parte consistente dei fruitori del servizio, potrebbero essere dissuasi dall’utilizzo dei mezzi, non avendo con sé un casco personale. Inoltre, per le società di sharing, la gestione dei caschi rappresenta un ostacolo logistico ed economico difficile da superare: “Oggi l’utente usa il monopattino per il cosiddetto ‘ultimo miglio’, integrando il trasporto pubblico con il servizio di sharing. Ma se si introduce l’obbligo di casco, l’intermodalità, su cui si basa questo sistema, rischia di morire”, ha avvertito Patanè.

Secondo l’assessore, il rischio concreto è che i tre principali operatori del settore si trovino di fronte a una scelta obbligata: o fallire o fare ricorso. Al momento, Roma Capitale non ha ancora deciso se procedere con un ricorso formale contro le nuove regole. Tuttavia, l’assessore Patanè non esclude che alcuni operatori, di fronte al rischio di fallimento, possano decidere di agire legalmente contro le modifiche normative introdotte dal Ministero: “Non abbiamo ancora discusso di un eventuale ricorso, ma se i decreti attuativi non correggeranno la situazione, è evidente che qualche operatore, di fronte all’opzione di fallire o fare ricorso, probabilmente opterà per il ricorso”, ha dichiarato l’assessore.

La partita si gioca ora sui decreti attuativi, che definiranno in dettaglio come applicare le nuove regole e, soprattutto, se ci saranno deroghe o misure di accompagnamento per le aziende di sharing. Se non verranno introdotte misure correttive, Roma Capitale e gli operatori potrebbero ricorrere legalmente contro il provvedimento.

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