Ottavia Piana è rimasta intrappolata sottoterra per quasi quattro giorni.
I soccorsi sono proseguiti per 75 ore senza stop, iniziando nella notte tra il 14 e il 15 e concludendosi oggi, alle 2:59 del mattino.
Per salvare la speleologa si sono mobilitati 159 tecnici, con turni di 15 ore, abbinati ad una presenza costante di almeno 20 soccorritori all’interno della grotta.
Nelle prime ore del mattino del 15, l’equipe del medico Rino Bregani, dalla collega Silvia Ramondo e dall’infermiera Elena Landoni si è addentrata nell’abisso: “Abbiamo lavorato circa 16 ore. E altre otto ci sono servite per tornare indietro e uscire dalla grotta”, ha spiegato Bregani una volta uscito dalla grotta, sveglio da 46 ore.
Domenica pomeriggio, alla demolizione dei tratti più stretti della grotta altrimenti impossibili da attraversare, tramite micro cariche esplosive, sono seguiti i primi movimenti della barella su cui Ottavia Piana è stata stesa. Nella prima giornata di risalita, Ottavia ha percorso in barella circa un terzo dei 4 chilometri che la separavano dall’uscita.
Pian piano, la barella è giunta a metà percorso, nel punto della grotta mappato e conosciuto.
Ieri, i vigili del fuoco di Bergamo, hanno bonificato l’area in cui dall’elicottero sarebbe stato disceso il verricello volto al recupero di Ottavia.
Verso la sera, attorno le 19:00, 1 solo chilometro separava Ottavia dall’uscita, ma si prevedeva di giungere all’esterno della grotta entro le 22 di oggi. Tuttavia, alle 22 di ieri, una nota del Soccorso alpino ha annunciato un’improvvisa accelerata delle operazioni dettata dal fatto che Ottavia, pur sofferente, stesse tollerando bene il trasporto. Qui arriva il contro annuncio: “Entro 3-4 ore la barella potrebbe essere fuori dalla grotta”. Servirà solo 1 ora in più rispetto a quanto dichiarato.
Alle 2:59 di mercoledì 18, il silenzio a Fonteno è stato squarciato dal rumore dell’elicottero
abilitato per il volo notturno, decollato da Sondrio.
Due minuti dopo, Ottavia Piana è stata finalmente portata in salvo, fuori dall’Abisso Bueno Fonteno.
La donna è stata posizionata in una tenda predisposta dal Soccorso alpino a poca distanza dall’uscita della grotta, per evitare shock legati allo sbalzo di temperatura tra l’interno della grotta e l’esterno.
L’ha raggiunta anche il compagno per un breve saluto.
Intorno le 3:10 l’elicottero è ripartito verso l’ospedale Papa Giovanni XXIII, in cui la donna sarà sottoposta a esami e accertamenti per comprendere la gravità delle ferite.
Ottavia Piana è stata portata in salvo prima del previsto: perché è stato possibile

