Il Capodanno di Roma si trasforma in un caso politico e mediatico senza precedenti. Dopo l’esclusione di Tony Effe dal palco del Circo Massimo, per “motivi di opportunità” legati ai contenuti sessisti e misogini di alcuni suoi testi, il rapper troverà comunque il modo di esibirsi nella Capitale. L’occasione sarà offerta dal Palaeur, dove a Capodanno l’artista sarà protagonista grazie a un accordo tra Vivo Concerti ed EUR S.p.A., la società che gestisce la struttura e che vede tra i soci anche Roma Capitale.
Una scelta che ha sollevato forti polemiche, non solo per il “dietrofront” sul rapper, ma anche per il ruolo ambiguo del Campidoglio, che non ha posto veti all’iniziativa, pur essendo azionista di EUR S.p.A. con una quota del 10%. A presiedere la società c’è Enrico Gasbarra, storico esponente politico e figura considerata vicina al sindaco Roberto Gualtieri. Non a caso, il silenzio del primo cittadino sulla vicenda ha fatto rumore: anche oggi, incalzato dai microfoni de Lo Speciale, Gualtieri ha preferito non rispondere, lasciando aperti i dubbi sul suo reale coinvolgimento.
A peggiorare il quadro, il ritiro di Mahmood e Mara Sattei, che avrebbero dovuto esibirsi al Circo Massimo ma hanno deciso di lasciare l’evento in segno di solidarietà. Risultato: il palco simbolo del Capodanno romano è rimasto vuoto e la città, per la prima volta dopo anni, rischia di non avere artisti di richiamo per l’evento pubblico più atteso dell’anno. E la situazione sembra stia degenerando.
Dal Circo Massimo al Palaeur: il mistero del concerto di Capodanno a Roma
La questione del concerto di Capodanno a Roma ha assunto i contorni di un vero e proprio “giallo”. Tutto è iniziato con la decisione di escludere Tony Effe dal palco del Circo Massimo, giustificata non con motivazioni di ordine pubblico ma con ragioni di “opportunità”, viste le accuse di sessismo e misoginia legate ai testi di alcune sue canzoni. Sembrava che la vicenda fosse chiusa lì, con un chiaro segnale politico del Campidoglio.
Ma la realtà è stata diversa. Grazie alla società Vivo Concerti, che aveva già opzionato le date del 30 e 31 dicembre presso il Palaeur, il rapper non solo si esibirà comunque a Roma, ma lo farà proprio lì al prezzo calmierato. Quando EUR S.p.A., che gestisce la struttura, ha comunicato la scelta dell’artista al Campidoglio, non sono state espresse obiezioni: “Non appena Vivo Concerti ha formalizzato per la data l’artista Tony Effe, EUR S.p.A. ha avvisato il socio Roma Capitale che il 31 dicembre si terrà il concerto di Tony Effe. Il Campidoglio non ha espresso nessuna contrarietà a tale opportunità commerciale, ribadendo che l’Amministrazione capitolina è contraria a qualsiasi forma di censura”, ha precisato la società in una nota ufficiale.
Un dettaglio non di poco conto, perché Roma Capitale detiene il 10% di EUR S.p.A., mentre il restante 90% appartiene al Ministero dell’Economia. Di fatto, il Campidoglio è parte attiva di una decisione che va in contraddizione con quanto affermato solo pochi giorni prima. Se i testi di Tony Effe non erano “opportuni” per il Circo Massimo, perché lo sono per un palco controllato indirettamente dal Comune? La risposta del sindaco Gualtieri continua a non arrivare.
Calenda contro Gualtieri la video intervista: “Doveva pensarci prima”
Carlo Calenda leader di Azione ed ex candidato sindaco di Roma utilizza parole dure ed ironiche su Gualtieri: “Ci vorrebbe più attenzioni nel selezionare gli artisti”, per poi attaccare direttamente Tony Effe: “Può cantare dove vuole ma non si può far esibire su un palco pagato con soldi pubblici una persona che inneggia all’odio verso le donne e che le tratta come un oggetto”, preferendo non avventurarsi nella polemiche sull’opportunità o meno di Eur Spa di ospitarlo o meno.



