Fino al 30 marzo 2025, il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita “Franco Fontana. Retrospective”, un’ampia esposizione dedicata al celebre fotografo modenese, curata da Jean-Luc Monterosso, figura di spicco del panorama fotografico internazionale e fondatore della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. La mostra celebra l’opera di Fontana, maestro della fotografia a colori che ha rivoluzionato il linguaggio visivo trasformando la realtà in pura poesia cromatica.
Un viaggio nel mondo di Franco Fontana
Con una selezione di oltre 200 fotografie, installazioni immersive e video, la mostra guida il pubblico attraverso le fasi evolutive del percorso artistico del fotografo. Le opere esposte riflettono la capacità unica di Fontana di reinterpretare la realtà attraverso giustapposizioni di colori brillanti, contrasti audaci e composizioni minimaliste che sfidano la tradizionale fotografia in bianco e nero.
Il percorso si apre con una spettacolare veduta grandangolare di Praga, famosa per essere apparsa sulla copertina di Time Life e sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine. L’incipit della mostra è arricchito da un ritratto di Fontana realizzato da Giovanni Gastel.
Le sezioni successive ripercorrono la carriera del maestro, dagli scatti pionieristici degli anni Sessanta e Settanta, come quelli presenti nel libro Skyline del 1978, fino alle opere più recenti, con una selezione di paesaggi naturali e urbani, tra cui l’iconica Puglia 1978, che illustra la sintesi perfetta tra colore e geometria.
Fontana si distingue per la sua continua innovazione tecnica: dalla diapositiva alla Polaroid, fino al digitale, ogni progresso diventa un’opportunità per sperimentare nuovi linguaggi visivi. Come egli stesso afferma: “Quando fotografo un paesaggio, è il paesaggio che entra dentro di me, si fa autoritratto”.
Le grandi tematiche e le sezioni della Mostra
- Il Colore come Poesia: Paesaggi urbani e naturali, frammenti di asfalto, nudi e automobili diventano soggetti per esplorare le infinite possibilità ottiche e cromatiche.
- L’Ombra e la Forma: Scatti in bianco e nero, come quelli realizzati per il libro Contact Theory (1979), evidenziano la sensibilità di Fontana verso le atmosfere metafisiche. Tra i soggetti, il Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR si distingue per il gioco tra luci e ombre.
- La Piscina e il Corpo: In queste immagini, Fontana celebra le forme femminili con eleganza, trovando nelle Polaroid una morbidezza che accentua la sensualità.
- Il Viaggio e l’Asfalto: L’ossessione di Fontana per la strada emerge in opere come Autostrada 1975 e Asfalto 1990, catturate con un uso sapiente di esposizioni lunghe. Una speciale installazione immersiva consente al pubblico di “camminare” sull’asfalto fotografato.
Un’area della mostra è dedicata alla vita privata di Fontana, con una riproduzione del suo studio, video interviste e materiali personali, tra cui vinili e oggetti.
Accessibilità e inclusività
Un elemento distintivo della mostra è il progetto Biblioteca Astratta, ideato da Fabio Fornasari dell’Istituto dei ciechi Cavazza di Bologna. Questa innovativa esperienza tattile consente anche ai visitatori non vedenti di esplorare le opere di Fontana, trasformandole in silent book tattili.
Grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità e la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio, la mostra offre anche audiodescrizioni e video in LIS, accessibili sia sul posto che online.
“Franco Fontana. Retrospective” celebra l’essenza artistica di un maestro che ha ridefinito il linguaggio della fotografia a colori, trasportando il pubblico in un mondo di pura poesia visiva. Con un allestimento pensato per valorizzare ogni dettaglio delle opere e un forte impegno verso l’accessibilità, la mostra rappresenta un appuntamento imperdibile per appassionati d’arte e fotografia.



