L’Istat ha confermato un preoccupante calo delle nascite nel 2024: tra gennaio e luglio sono nati 4.600 bambini in meno rispetto al 2023.
Nel 2025, al fine di contrastare il drastico calo delle nascite nel Paese, verrà data la possibilità alle famiglie di ottenere un pacchetto sostanzioso di aiuti per i nuovi bebè che può arrivare fino a 7.000 euro.
Ciò sarà possibile grazie alla combinazione di due bonus: il nuovo “Bonus bebè” e l’Assegno unico universale.
L’ingente somma prevista dalla Manovra è destinata, in particolare, alle famiglie aventi redditi bassi e con più figli. Concretamente, il supporto si articola in 2 misure principali:
–L’Assegno unico universale: per i bambini nati (o adottati) nel 2025 verrà potenziato nei primi 12 mesi di vita.
In realtà, le mensilità di cui tenere conto sono 15 poiché il bonus viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza.
Per i nuclei aventi un ISEE al di sotto di 17.295 euro, l’importo mensile toccherà i 302,7 euro, grazie a una maggiorazione del 50%, per un totale di 4.540 euro divisi in 15 mensilità.
Nel caso in cui il nascituro abbia già 2 o più fratelli, l’assegno mensile sarà superiore, divenendo pari a 400,8 euro e portando dunque il totale a 6.011 euro.
–Nuovo Bonus Bebè: all’erogazione di dette cifre, si aggiungerà un bonus di 1.000 euro distribuito dall’INPS per ciascun bambino nato o adottato tra il 2025 e il 2026, valido per le famiglie con ISEE minore di 40.000 euro.
Tale bonus è pensato per supportare le spese essenziali del neonato. In tale maniera, le famiglie con un figlio che godranno dell’assegno unico universale pari a 4.540 euro, potranno ricevere fino a 5.540 euro mentre le famiglie aventi più figli, usufruendo dell’assegno unico universale che frutterà una somma pari a 6.011 euro, raggiungeranno una somma pari a 7.011 euro.
La domanda finalizzata al conseguimento del bonus potrà essere presentata attraverso il portale INPS o rivolgendosi ad un Caf.
Inoltre, le famiglie potranno usufruire di ulteriori misure: molti Comuni, Regioni e imprese hanno già previsto contributi aggiuntivi per i neo-genitori.
Allo stesso modo, il bonus nido, volto a fornire sostegno ai genitori nel rientro al lavoro, verrà rafforzato raggiungendo una cifra massima di 3.600 per chi detiene un ISEE minore di 40.000 euro.
Si estendono dell’80% anche i congedi parentali riguardando 3 mesi piuttosto che 2.
Infine, per chi ha figli e un ISEE inferiore ai 15.000 euro, è stata prevista la “Dote famiglia”: un nuovo contributo, ancora da definire, per spese relative a sport, attività educative e ricreative per figli dai 6 ai 14 anni d’età. Il finanziamento delle attività extra-scolastiche ha l’obiettivo di stimolare una crescita equilibrata del figlio, sollecitando le abilità intellettive, motorie e relazionali dei ragazzi.



