Aereo caduto in Kazakistan: le motivazioni secondo gli esperti

giovedì, 26 Dicembre 2024
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Cosa c’è dietro lo schianto dell’Embraer E190 nel quale sono decedute 38 persone su 67 a bordo? Gli esperti, tramite una preliminare valutazione, sono giunti ad una possibile conclusione: 1 ora e 20 prima dell’impatto sul suolo in Kazakistan, il volo Azerbaijan Airlines sarebbe stata colpito in Cecenia da frammenti di un missile terra-aria russo esploso a poca distanza.  

Non risulta ancora chiaro però se a danneggiare la fusoliera siano state le schegge o le sfere d’acciaio sprigionate.
I fori potrebbero aver reso difficile mantenere il controllo del jet per i piloti, andando a toccare elementi vitali attinenti ai comandi.
Fonti interne alla casa produttrice dell’Embraer fanno sapere che l’incidente non è attribuibile a malfunzionamenti o errori umani e nemmeno a quella che è stata la prima ricostruzione che ha ricondotto la causa dell’impatto al “bird strike”.
Piuttosto, si tratterebbe di un atto doloso esterno.
Il volo decollato dall’aeroporto di Baku alle 7:55 del mattino (4:55 ora italiana) il giorno di Natale con destinazione in Cecenia è finito un un’aerea, nei pressi di Machackala, in cui segnale GPS era fortemente disturbato, come dimostrato dal fatto che il jet sia scomparso dai radar.
L’Embraer è tornato visibile 1 ora e 42 minuti dopo, procedendo in stato di emergenza verso l’aeroporto del kazako più vicino.
In quei minuti, i passeggeri sopravvissuti allo schianto aereo, hanno riferito che i piloti hanno tentato ben 3 volte l’atterraggio in Cecenia, senza però riuscire a causa della presenza di una nebbia fitta. Nel frattempo, nei paraggi, è scattato l’allarme per l’arrivo di droni-kamikaze lanciati dall’Ucraina, ed è stato proprio in quegli istanti che i passeggeri hanno sentito un’esplosione all’esterno del velivolo.
La valutazione degli esperti ha riportato che molto probabilmente uno dei missili terra-aria lanciato contro suddetti droni potrebbe essere esploso ad alcune decine di metri dall’aereo.
Lo scoppio non ha distrutto la fusoliera, cosa che sarebbe avvenuta se fosse stata colpita a distanza ravvicinata. Le schegge d’acciaio, invece, avrebbero colpito il velivolo nella parte sinistra.
Le riprese effettuate sul posto hanno mostrato forature nel retro del velivolo (compresa la deriva, gli stabilizzatori e il timone di coda), ma nessuna traccia dell’esplosione.
Tre comandanti a conoscenza del modello aereo coinvolto nel disastro hanno spiegato che “l’Embraer E190 ha tre sistemi idraulici separati per la coda. Senza comandi meccanici, se le schegge o le sfere d’acciaio hanno tranciato le linee idrauliche, l’aereo diventa difficile da gestire”.
Secondo la ricostruzione degli esperti occidentali, il Comandante e il primo ufficiale hanno chiesto al centro di controllo dell’aerea di deviare, approdando altrove. Lo scalo più vicino, ovvero quello di Machackala, era stato chiuso proprio a causa del presunto attacco dei droni kamikaze, come spiegato dall’agenzia Reuters.
L’unico rimasto era quello di Aktau, in Kazakistan, ma la deviazione è stata complessa: i piloti, come mostrato da diversi filmati registrati 3 minuti prima dell’impatto, hanno fatto fatica a controllare il velivolo che ha perso quota. I tre comandanti interpellati hanno dichiarato che però il “rateo” di discesa era così elevato che un rallentamento non sarebbe stato possibile prima di approdare sul suolo.
Come affermato dagli esperti, l’equipaggio, guidato da Igor Kshnyakin, ha dovuto rinunciare al primo tentativo di atterraggio in Kazakistan poiché l’aereo non sarebbe arrivato sulla pista con la velocità è quota adeguata, dovendo quindi riprovare effettuando un ulteriore giro.
È in questo momento che l’Embraer è precipitato a 3 kilometri dalla pista alle ore 11:28 (7:28 in Italia) a circa 390 km orari.
In un video girato da un passeggero dall’interno, a pochi minuti dall’impatto, si percepisce la forte tensione ma, nonostante ciò, si nota come tutti i passeggeri siano rimasti seduti con le cinture allacciate.
È stata la parte anteriore dell’aereo ad avere il destino peggiore: è lì che pare siano morti un maggior numero di individui.
L’Azerbaijan Airlines ha deciso di sospendere tutti i voli tra Baku e Grozny/Machackala. Cecenia e Daghestan si trovano nella “Regione informazione volo” di Rostov e Don e questa appare in un bollettino relativo alle zone di conflitto nel quale l’Easa, ovvero l’agenzia europea per la sicurezza aerea, sconsiglia ai velivoli commerciali di volare. Sul bollettino si legge: “Lo spazio aereo e le infrastrutture critiche, compresi gli aeroporti, sono esposti ad attività militari che comportano rischi per la sicurezza degli aeromobili civili. In particolare, esiste il rischio di bersaglio intenzionale e di errata identificazione degli aeromobili civili.”

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