La giornalista 29enne Cecilia Sala è stata arrestata il 19 dicembre dai servizi di sicurezza iraniani a Teheran, intorno alle 12:30.
Cecilia stava per diffondere un nuovo video sul suo podcast “Stories”, che però non è mai andato in rete e alle 13:00 aveva un incontro al quale non ha presenziato.
L’ambasciata iraniana a Roma aveva disposto un visto giornalistico di 8 giorni per concedere a Cecilia di soggiornare in Iran. Sarebbe dovuta tornare a Roma venerdì 20.
Il motivo dell’arresto non è stato ancora reso pubblico. Vi è la possibilità che le accuse non siano ancora state strutturate.
Da una settimana Sala si trova in una cella di isolamento nel carcere di Evin, nel quale vengono messi dietro le sbarre gli oppositori iraniani e gli stranieri.
Il 20 mattina la Premier Meloni e il Ministro degli Esteri Tajani sono stati informati della situazione. Da giorni il governo italiano sta mediando per la sua liberazione: la notizia dell’arresto è stata resa nota solo oggi poiché i negoziatori italiani hanno chiesto massimo riserbo nelle trattative con il governo iraniano al fine di evitare che venissero compromesse.
Per le prime 24 ore la giornalista è stata tenuta in custodia senza la possibilità di comunicare con nessuno. In un secondo momento, le hanno concesso due sole telefonate una alla famiglia e una al fidanzato, nelle quali Sala ha affermato di stare bene e di non essere ferita. Sussiste però il sospetto che queste parole provengano da un testo scritto ad hoc al quale Cecilia sia stata costretta ad attenersi. Ciò perché ha impiegato alcune terminologie che non suonano naturali in italiano, sembrando più frutto di una traduzione dall’inglese. Alla donna non è stato permesso fornire ulteriori informazioni.
Oggi Paola Amadei, ambasciatrice italiana in Iran, è riuscita ad incontrare Cecilia Sala in carcere per verificare le sue condizioni di salute e di prigionia.
Cecilia Sala, nell’ultima puntata del suo podcast denominata “Lei fa così ridere che le hanno tolto Instagram. Teheran Comedy” ha raccontato della vicenda di Zeinab Musavi, la comica di origine iraniana più famosa in rete, arrestata per gli sketch di uno dei suoi personaggi. Nella puntata audio la Sala ha spiegato: “Del periodo che Zeinab ha trascorso agli arresti, 28 giorni li ha passati nella sezione peggiore di un carcere: in cella di isolamento”. Pare che adesso sia proprio la giornalista a vivere quest’incubo. La Podcast Company “Chora Media” per la quale la giornalista conduce il podcast “Stories”, ha dichiarato:
“Cecilia Sala si trovava in Iran per fare il suo lavoro con lo scrupolo, la cura, la passione e la professionalità che tutti le riconoscono. La sua voce libera è stata silenziata e l’Italia e l’Europa non possono tollerare questo arresto arbitrario. Cecilia Sala deve essere liberata subito“.



