Sanità, sospeso il nuovo decreto tariffario: le ragioni e le conseguenze

martedì, 31 Dicembre 2024
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L’aggiornamento dei tariffari che si prevedeva avrebbe sbloccato più di 3.000 cure e prestazioni gratuite – o a basso prezzo – da parte del Servizio Sanitario Nazionale, è stato sospeso.

È quanto emerge a seguito del blocco imposto da parte del TAR del Lazio ai nuovi Lea che sarebbero dovuti entrare in vigore ieri, 30 dicembre. Pare che l’importante traguardo, atteso dal 2017, debba subire l’ennesimo rinvio.
Il fermo al tariffario delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica è stato deciso da un decreto cautelare, che ha accolto in maniera favorevole il maxiricorso presentato da centinaia di laboratori e strutture accreditate insieme alle maggiori associazioni ospedaliere. Il reclamo predisposto mira ad evidenziare come le tariffe risultino eccessivamente basse, non considerando i costi produttivi aggiornati. I principali soggetti erogatori dei servizi sanitari temono infatti di non riuscire a rientrare nei costi. Gli avvocati difensori dei ricorrenti del Forum Team-Legal Healthcare Giuseppe Barone e Antonella Blasi, hanno spiegato che “il decreto andrebbe a violare i principi costituzionali di efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione. Le tariffe non tengono conto dell’incremento dei costi e delle difficoltà operative causate dalla pandemia e dalla crisi economica. L’istruttoria che ha condotto all’approvazione delle tariffe risulta inoltre incompleta e lacunosa. Non è stata garantita una rappresentazione adeguata dei costi reali e delle esigenze delle strutture sanitarie accreditate“. Ciò che ha permesso al TAR di frenare il decreto è stato il mancato criterio di urgenza della nuova norma: “il decreto è stato adottato il 26 novembre 2024 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta il 27 dicembre, con entrata in vigore il 30 dicembre. Il nuovo decreto tariffe è stato adottato dopo oltre 20 anni dai precedenti nomenclatori, delineando così l’insussistenza dell’urgenza. Devono ritenersi presenti i profili dedotti in punto di danno”. Questa argomentazione ha fatto sì che venisse accolta la richiesta di sospensione del provvedimento.
La situazione rimane cristallizzata fino al 28 gennaio, data in cui avverrà l’udienza volta alla trattazione collegiale del ricorso. Ciò a meno che il Ministero della Salute intervenga d’urgenza al fine di annullare il blocco del TAR.
Gli avvocati dei ricorrenti hanno affermato che l’Unione Nazionale Ambulatori (UAP), Federanisap e AIOP “hanno accolto con grande soddisfazione e speranza la notizia della sospensione del nuovo nomenclatore tariffario da parte del Tar del Lazio, sospensione avvenuta a fronte del ricorso presentato dalle stesse associazioni”. Secondo le associazioni “il rinnovo previsto avrebbe causato gravi danni agli ospedali pubblici in piano di rientro, essendo stato peraltro disposto e applicato in tempi lampo”. Il provvedimento prevedeva tagli ai rimborsi fino al 70%, sia per gli ospedali pubblici sia per i centri privati accreditati, comportando pesanti perdite per le strutture sanitarie italiane, soprattutto nel Centro-Sud. UAP, Federanisap e AIOP ora confidano nella capacità del ministero della Salute di riconoscere la necessità urgente di rivisitare il nomenclatore sospeso dal Tar e di correggere adeguatamente le tariffe.

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