La risposta negativa della Russia al piano di pace (ufficioso) di Donald Trump è stata pronunciata da una fonte, che non potrebbe essere più autorevole: il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Durante la recentissima intervista all’agenzia Tass, Lavrov ha dichiarato che la Russia non è soddisfatta della proposta Usa di congelare il conflitto in Ucraina, di rinviare di venti anni l’adesione dell’Ucraina alla Nato e di stabilire nel paese un contingente di peacekeeping dell’Ue e della Gran Bretagna. Mosca, infatti, desidera una soluzione definitiva della guerra in Ucraina, non una soluzione provvisoria.
L’affermazione, resa da Trump in campagna elettorale, che avrebbe fatto cessare la guerra in Ucraina in sole 24 ore, si rivela per quello che è: un’inutile spacconata. Una guerra che dura da più di due anni e mezzo non si può fermare in sole 24 ore! D’altra parte questa dichiarazione del ministro Lavrov era più che prevedibile. E’ stato già scritto sulle colonne di questa testata che la Russia non avrebbe mai accettato la soluzione del “congelamento del conflitto”. Questa soluzione alla coreana ben si adatta al caso in cui i due eserciti belligeranti sono in fase di stallo. Qui, la situazione è completamente diversa: la Russia sta vincendo la guerra in Ucraina, anzi, in realtà i russi hanno quasi completamente raggiunto i loro obiettivi. L’esercito di Mosca ha quasi ripreso il Kursk e conquistato il Donbass e si sta avvicinando pericolosamente alla regione del Dnepr. L’esercito ucraino è in rotta e sul punto di crollare definitivamente, con perdite che superano il milione e diserzioni che superano le duecentomila unità.
La cosa più allarmante è che la leadership russa ha dichiarato di non essere disponibile a concordare con gli Usa una moratoria sui missili a medio e corto raggio in Europa. Anzi, tra breve i russi schiereranno contro l’Europa i loro micidiali missili a medio e corto raggio. Tra questi vi è il temibilissimo Oreshnik, missile a medio raggio con una gittata che va dai tremila ai cinquemila e cinquecento chilometri. Il missile russo Oreshnik può produrre un impatto al suolo equivalente a quello di una bomba atomica, anche senza essere munito di una testata nucleare.
Insomma, l’ormai probabile fallimento delle trattative per una soluzione negoziata in Ucraina avvicina sempre di più l’incubo di una guerra della Russia contro Gran Bretagna e Unione Europea, che sarebbe assolutamente devastante. La prova relativa alla fondatezza di questa ultima ipotesi l’hanno fornita alcuni governi del Nord Europa. In Germania hanno preso il via i preparativi per l’eventualità di un’estensione della guerra. Mentre, i governi di Svezia, Finlandia e Danimarca (ma mesi fa l’aveva fatto anche la Norvegia) hanno diramato istruzioni alla popolazione sulle quantità di coperte, cibo, acqua – tre litri a persona – e medicine per resistere almeno tre giorni. Il buon giorno si vede dal mattino.



