Agrigento, dalla gaffe del cartello alla polemica di Buttafuoco. E non solo

venerdì, 3 Gennaio 2025
3 minuti di lettura

Le gaffe sul cartello dedicato ai luoghi di Luigi Pirandello

Sono passati più di sette anni dalla candidatura di Agrigento come Capitale Italiana della cultura.
E a far parlare sono due refusi presenti su un cartello stradale dell’Anas sulla “strada degli scrittori”.
Gli agrigentini infatti stanno sottolineando in queste ore con amarezza due strafalcioni sulla segnaletica stradale inerente a “I Luoghi di Luigi Pirandello”.
Alla prima riga si legge:
“Valle ‘di’ Templi” e alla quarta riga “Casa Pirandello ‘contrata’ Caos”.
I promotori si sono precipitati a rimediare procedendo alla correzione: “Anas ha già provveduto alla sua rimozione. Il segnale sarà sostituito”.

Buttafuoco, commissariamento per salvare la storia

Purtroppo, questa è solo l’ultima delle gaffe e degli scivoloni avvenuti, tali da spingere il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, a invocare il commissariamento della cittadina per salvare quello che doveva essere “un appuntamento con la storia”. Ecco cosa ha dichiarato: “Avevo un’idea ben precisa, che fosse l’occasione delle occasioni. Credo che ci siano tutti i presupposti affinché da Roma, quindi dal comando centrale, si abbia la consapevolezza di impugnare il tutto -ha spiegato Buttafuoco- anche a costo di essere sgarbati nei modi, perché non si può perdere questa occasione”. Secondo lo scrittore, che guida la rinomata biennale veneziana, l’opportunità culturale e turistica per la Sicilia rischia di sfumare a causa dell’abituale distribuzione di quattrini senza che però vengano destinati ad una sincera svolta, senza che vi sia un vero progetto o una vera programmazione del futuro. Un’accusa affatto nuova ad una gestione del potere discutibile, con un ridenominazione a “Palazzo della Cuccagna” del Palazzo dei Normanni da parte del giornalista Saverio Lodato. Stavolta però ancora più pungente perché non è stata mossa dalla sinistra ma da una voce siciliana di critica della stessa destra.

“Buttanissima Sicilia”, dall’autonomia a Crocetta

Si è trattata della medesima voce che 10 anni addietro, con la regione governata da Rosario Crocetta, ha scritto “Buttanissima Sicilia”: un sentiero doloroso che l’intellettuale Pierangelo ripercorre attraverso i ricordi, i ritagli di cronaca, gli aneddoti e i documenti di disastri. Buttafuoco ha espresso a gran voce un esasperazione corale: “Adesso basta, qualcuno dica basta, perché l’autonomia sarà cosa santa e giusta ovunque, ma in Sicilia no, è un flagello e trascina nel baratro l’Italia!”.
“Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina”, ha ammonito. Ma non si é mai limitato alla sola responsabilità della sinistra. Difatti, nel passaggio relativo alla vittoria dei grillini siculi, ha detto: “Il M5S, che fa festa oggi a Palermo, dovrebbe chiedere il consenso agli elettori su questa formula semplice: fare tabula rasa, e poi ricominciare. Rompere il banco, insomma. Evitare di ripetere l’errore, perché di questo si tratta, fatto a Roma. Si chiama due diligence ed è l’unica strada da percorrere in una landa dove – ormai è dottrina – il successore riesce sempre a far rimpiangere il predecessore”.

Pioggia di quattrini senza trasparenza

Le notizie di oggi non sono d’aiuto nel ripristinare l’ottimismo.
Ciò si evince dall’inchiesta firmata da Giacomo Di Girolamo sui quattrini appena distribuiti dalla Regione: “Il compromesso è stato questo: un milione di euro a deputato per avere l’ok alla manovra. E ancora una volta, la legge finanziaria della Regione più povera d’Europa è servita per dare mance. I deputati si sono spartiti 80 milioni di euro per distribuire soldi a enti e Comuni dei vari collegi elettorali senza alcun criterio, senza alcuna trasparenza”.
Tre giorni dopo l’inizio del nuovo anno, e solo quattordici prima dell’arrivo di Mattarella, le opposizioni lamentano come ad Agrigento non sia stata sistemata una strada, un marciapiede, una fontana. Non sono stati definiti programmi volti a rendere tangibile l’annata da Capitale culturale, seppur accompagnata dallo slogan “Lasciati abbracciare dalla cultura”.
Questa organizzazione richiede anni di preparazione. Verso i primi giorni di dicembre i promotori hanno dichiarato: “Ne parleremo a Roma il 14 gennaio alla presentazione ufficiale col ministro Alessandro Giuli.”

Il concerto di Natale ad agosto e la questione Mediaset

Inoltre, il giornale “buttanissima” di Giuseppe Sottile, ha deriso il concerto di Natale condotto dal trio del Volo in quanto registrato al Tempio di Giunone ad agosto: il forte caldo è stato mascherato dagli spettatori con i giubbotti affinché sembrasse inverno. Oltretutto, la testata ha chiesto conto al governatore Renato Schifani, dei soldi dati a Mediaset per la serata natalizia organizzata Agrigento e il Capodanno in musica a Catania il 31 notte: “La Regione siciliana ha dato prova ancora una volta di essere una provincia dell’impero berlusconiano.”

Telamone scatena polemiche, “Orrore per il patrimonio culturale”

Si ravvisano ulteriori polemiche: tra queste, quella riguardo al nuovo Telamone presentato lo scorso anno, largamente criticato da parte degli archeologi.
Un’opera ironicamente definita un’idea grande più che una grande idea, con nomignoli sarcastici che vanno da “Omino Michelin” a “Jeeg Robot”. La polemica ha coinvolto archeologi come Salvatore Settis ad Adriano La Regina che hanno incalzato: “Come ha potuto la ‘Capitale italiana della cultura’ spendere mezzo milione di euro per costruire di sana pianta una specie di grande Telamone-Frankenstein mettendo insieme oltre novanta pezzi di otto telamoni diversi violando tutte le regole del buon restauro? Orrore. È questo il modo di tutelare il proprio patrimonio culturale?”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.