Non è mai troppo tardi per abbandonarsi ai piaceri proibiti di Dioniso. È la storia piccante ma un po’ triste del generale Mario Buscemi, il quale, dopo una vita integerrima passata al servizio delle istituzioni, decide, a ottant’anni suonati, di frequentare alcuni strip club di Roma. Non sappiamo che cosa gli sia passato per la testa. Ma chissà che voglia di follia e trasgressione avrà avuto dopo una esistenza austera e forse un po’ noiosa, come spesso tendono a essere le esistenze di questo tipo: negli anni Novanta fu anche consigliere militare di Palazzo Chigi.
Al dunque, l’illustre pensionato (deceduto l’estate scorsa all’età di 88 anni) rimane stordito e soggiogato dalle forme sinuose di diverse ninfe danzanti. E perde letteralmente la testa, al punto di cadere vittima di ben otto “ballerine” (mica si accontentava di una), le quali “ballerine”, ritenendo di aver trovato la gallina dalle uova d’oro, cominciano spremerlo come un limone.
Sembra la storia del professor Unrat narrata nel celebre film “L’angelo azzurro”. Il poveretto cadde nelle spire di una spregiudicata sciantosa (Marlene Dietrich), fino al punto di impazzire, di uccidere l’amante e di morire aggrappato alla sua vecchia cattedra.
Fortunatamente, la vicenda del generale Buscemi e delle spogliarelliste è finita in modo assai meno tragico: un’accusa di circonvenzione di incapace per le otto voraci maliarde. Ma il conto finale è stato comunque salato: le astute signorine hanno spillato all’ex alto ufficiale la bellezza di complessive 300mila euro.
Le frasi che quelle ragazze hanno utilizzato per ammaliare il generale possono ben figurare in un manuale della seduzione e sono tutte contenute in una serie di sms che costituiscono la base dell’inchiesta. «Generale, sei il mio eroe», gli scrive una. E poi, in un successivo messaggio: «Mi compri la borsa di Chanel?». Un’altra è più sbrigativa. «Voglio solo amore da te». E subito dopo: «Mi dai 2000 euro?». E un’altra ancora: «Voglio essere la donna che ti ha catturato il cuore». La richiesta questa volta è: «Avrei proprio bisogno di un bel viaggio». Non sappiamo come è andata a finire. Se cioè il viaggio è effettivamente avvenuto. E, soprattutto, se la ragazza lo ha eventualmente compiuto con il suo anziano benefattore, magari, chissà, con una scorta di pillole “magiche”.
Non sappiamo nemmeno quale fosse il programma di quelle serate a base di donne e champagne e come avveniva la conoscenza tra Buscemi e le sue “conquiste”. Ma il nome di uno dei club frequentati dal generale non era proprio un esempio di raffinatezza: “Poppea”. E tanto basta.
In un sms l’anziano militare dimostra comunque ironia: «Conosco la tua tecnica. Anni fa hai cominciato chiedendo 200 euro per la legna per riscaldare tua nonna e siamo finiti con 40mila euro». Con una nonna di mezzo, la mente corre subito alla favola di Cappuccetto Rosso. Solo che questa volta il cestino della merenda è firmato Chanel o Vuitton. Attendiamo con una certa curiosità il finale (giudiziario) di questa storia, poco fiabesca e, se vogliamo, anche un po’ grottesca.



