Il 7 gennaio, in occasione dell’anniversario della strage di Acca Larentia, si è svolta la tradizionale manifestazione a Roma, attirando anche quest’anno un migliaio di partecipanti, provenienti anche da diverse località fuori dall’Italia come dimostra la presenza di alcuni francesi. L’evento, che ha ricordato la morte di tre giovani militanti di destra Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni e Giovanni Delle Chiaie, è stato segnato da un’atmosfera di nostalgia e tensione, con momenti di ricordo che si sono mescolati a gesti simbolici come i saluti romani e l’esposizione della croce celtica, simbolo della memoria fascista. L’evento susciterà inevitabilmente polemiche, come accaduto negli scorsi anni coinvolgendo anche il dibatitto della politica nazionale nei prossimi giorni.
Il video con i saluti romani della manifestazione ad Acca Larentia
La manifestazione si è svolta con un’affluenza significativa, attirando non solo militanti locali, ma anche partecipanti provenienti da fuori Italia, confermando l’interesse che la strage di Acca Larentia continua a suscitare nelle attiviste e nei militanti di destra. Tra i presenti c’era anche un anziano signore che, con commozione, ha accettato di parlare ai microfoni, ricordando quei giorni tragici. “Conoscevo i tre ragazzi morti ed erano bravissime persone, mi piange ancora il cuore pensando a loro”, ha dichiarato con visibile emozione.
L’evento, infatti, non è stato solo un’occasione di memoria storica, ma anche un momento per ribadire le proprie convinzioni politiche. I partecipanti hanno eseguito i saluti romani, un gesto simbolico che per molti è legato a un passato fascista mai dimenticato. In molti punti della piazza, la croce celtica è stata mostrata come simbolo di identità e di appartenenza a una tradizione che non si è mai estinta. Questi gesti, seppur rivendicati come parte della memoria storica, fanno però riflettere sull’ opportunità mantenere vivi certi simboli in un’epoca in cui la lotta contro il fascismo è ancora una questione primaria politica e culturale.
Molti degli osservatori più critici hanno sollevato dubbi sul fatto che questi simboli siano compatibili con una celebrazione della memoria storica, temendo che la manifestazione possa veicolare messaggi di matrice nostalgica e di intolleranza. Il dibattito si accende quindi sulla necessità di separare il ricordo delle vittime da un possibile ritorno di ideologie che in passato hanno portato a divisioni e violenze. Durante la manifestazione istituzionale del mattino si è nuovamente parlato dell’urgenza di una pacificazione, nonostante lo scontro con Roma Capitale per la rimozione della targa in memoria dei ragazzi uccisi.
Poche centinaia alla manifestazione anti fascista ad Alberone
Un’ora prima della manifestazione di Acca Larentia, si è svolta una contro-manifestazione organizzata dai collettivi di sinistra a Alberone, davanti alla storica sede del Partito Democratico. Sebbene il numero di partecipanti fosse decisamente inferiore, con solo poche centinaia di persone, l’evento ha avuto il compito di ribadire un messaggio forte e chiaro di opposizione al fascismo e alla sua perpetuazione nella società contemporanea. I manifestanti si sono riuniti per affermare il valore antifascista e per sottolineare quanto ancora sia importante mantenere alta la guardia contro ideologie che, seppur con toni diversi, continuano a persistere in vari angoli della società. Sebbene nessuno dei partecipanti abbia voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali ai microfoni, la loro presenza è stata eloquente nel dimostrare la volontà di fermare qualsiasi tendenza revisionista e di mantenere viva la memoria delle lotte partigiane e antifasciste.



