Scudo penale forze dell’ordine nel Dl Sicurezza: scontro tra maggioranza e opposizione | Video

martedì, 14 Gennaio 2025
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Il tema dello scudo penale per le forze dell’ordine, che alcuni nella maggioranza vorrebbero inserire nel  Dl Sicurezza attualmente in discussione al Senato, sta generando un acceso confronto politico tra maggioranza e opposizione. Da un lato, il governo sostiene l’importanza di fornire maggiori tutele agli agenti impegnati nella difesa della sicurezza pubblica specie dopo gli ultimi scontri di piazza; dall’altro, l’opposizione teme che tali provvedimenti possano creare spazi di impunità, minando il principio di uguaglianza davanti alla legge.

Mentre la discussione prosegue tra accuse e dichiarazioni, il dibattito pubblico si polarizza, con le principali forze politiche che espongono posizioni diametralmente opposte come dimostrano le parole raccolte ai Palazzi de Lo Speciale.

Scudo penale per le forze dell’ordine, Conte: “Non si possono creare spazi di impunità”

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si è espresso con fermezza contro l’introduzione di uno scudo penale per le forze dell’ordine. “Chi parla di scudo penale non sa quel che dice: in uno Stato democratico non si possono creare spazi di impunità per politici, agenti e forze dell’ordine, che invece devono per primi rispettare la legge”, ha dichiarato Conte a Montecitorio, ribadendo la centralità del principio di legalità.

Pur riconoscendo le difficoltà operative delle forze dell’ordine, Conte ha sottolineato la necessità di fornire loro strumenti adeguati e risorse aggiuntive per garantire sicurezza ai cittadini ma essendo contro un’impunità preventiva. Ha inoltre ribadito la solidarietà verso gli agenti aggrediti negli scontri recenti a Roma, auspicando che la Procura accerti i fatti con rapidità e trasparenza.

La posizione della maggioranza, le parole di Donzelli e Gasparri

Dalla maggioranza, il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha evidenziato la necessità di supportare le forze dell’ordine in un momento di crescente tensione sociale. “Non difendo atti di violenza avventati da parte degli agenti, ma non è nemmeno bello quello che sta succedendo”, ha affermato Gasparri, riferendosi alle aggressioni e agli scontri recenti a Roma. Da lui arriva una proposta concreta: “Spesso processi durano 10 anni e portano a condanne di 6 mesi inapplicabili, a questo punto studiamo una soluzione con condanne rapide a lavori socialmente utili per chi fa scazzottate o non compie reati penali. Se lavano dieci bus magari il giorno dopo ci pensano due volte”, le parole del forzista.

Anche Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d’Italia, ha difeso l’idea di uno scudo penale, affermando: “In questo momento è necessario dare più serenità agli uomini in divisa che difendono gli italiani”. Donzelli ha aggiunto che nessuno vuole stabilire un principio di impunità per gli agenti, ma è fondamentale creare condizioni che permettano loro di operare senza timore di conseguenze sproporzionate.

Le critiche dell’opposizione, duri anche De Raho e Bonelli

L’opposizione si è schierata compatta contro l’introduzione dello scudo penale. Il deputato M5S Federico Cafiero De Raho ha dichiarato: “Siamo totalmente contrari a qualunque scudo penale. La legge deve essere uguale per tutti”. Pur riconoscendo il valore delle forze dell’ordine, De Raho ha avvertito che misure di questo tipo rischiano di alterare gli equilibri democratici del Paese.

Anche Angelo Bonelli dei Verdi ha espresso preoccupazione: “Il governo vuole uno scudo penale per le forze dell’ordine? Nessuno deve essere al di sopra della legge”. Bonelli ha sottolineato che, pur condannando atti come il lancio di bombe carta, il diritto a manifestare pacificamente deve essere tutelato: “Chi lancia bombe è perseguibile, ma no a impunità con uno scudo penale”.

Il dibattito sullo scudo penale per le forze dell’ordine evidenzia una spaccatura profonda tra chi sostiene l’urgenza di proteggere gli agenti in un contesto sempre più complesso e chi teme che tale misura possa compromettere i principi di legalità e uguaglianza. La discussione resta aperta, con il Decreto Sicurezza destinato a segnare un passaggio cruciale per il futuro delle politiche di sicurezza in Italia. Intanto fonti interne al Governo parlano di una via di mezzo: si andrebbe verso un blocco dell’automatismo che prevede l’iscrizione automatica nel registro degli indagati delle forze dell’ordine.  Si attende ora solo la risposta di Elly Schlein e del PD perché sono stati l’opposizione più dura dopo i recenti scontri di piazza.

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