La bozza di accordo fra Israele e Hamas è in fase di negoziazione per limare gli ultimi dettagli.
Secondo fonti israeliane l’intesa ha tre fasi che garantiscono il rilascio degli ostaggi e la progressiva smilitarizzazione dell’esercito dai territori palestinesi.
Prima fase
Nella prima fase si prevede una tregua di 42 giorni con il cessate il fuoco.
A Gaza ci dovrebbero essere almeno 94 persone dei 251 rapiti il 7 ottobre. Inizialmente saranno rilasciati 34 ostaggi israeliani, tra cui anziani, donne e bambini, in cambio della liberazione di 1000 prigionieri palestinesi, compresi quelli accusati di reati gravi. Sarà quindi concesso ai residenti della zona della Striscia di Gaza di tornare nei territori.
Contestualmente, ci sarà un progressivo ritiro delle truppe israeliane da Gaza, mantenendo una zona cuscinetto, il corridoio Philadelphia, lungo il confine tra Egitto e la Striscia di Gaza. L’accordo consentirà il passaggio dei residenti palestinesi, tramite controlli.
Il rispetto di quanto stabilito dovrebbe così portare ad un clima di fiducia per poter andare avanti e attuare la seconda fase dell’accordo.
Seconda fase
In questa seconda fase, si prevede invece la vera e propria fine del conflitto. Segue il rilascio degli ostaggi rimanenti, le persone in età militare e verrebbero restituiti i resti di quanti hanno perso la vita.
Il sedicesimo dei 42 giorni dovrebbe così cominciare la discussione verso una tregua duratura.
Terza fase
Se saranno mantenuti tutti gli impegni si negozierà la terza fase che comprende il completo ritiro delle truppe israeliane e la discussione sulla ricostruzione e il governo della Striscia di Gaza, sulla quale l’Autorità Nazionale Palestinese di Abu Mazen ha espresso la sua candidatura.
Israele chiede che Gaza non sia governata da Hamas ma da un team di paesi con la supervisione americana e vorrebbe l’allargamento della zona cuscinetto tra la Striscia e i suoi confini. I leader di Hamas dovrebbero avere un “salvacondotto” che eviterebbe futuri attacchi, anche se il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha promesso la fine del movimento islamista.



