Caos treni, sabotaggi sulla rete? Quelle strane coincidenze…

giovedì, 16 Gennaio 2025
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Caos treni, ritardi abnormi: troppi i casi negli ultimi mesi. C’è stata qualche “manina” in azione? Lo sospettano gli alti dirigenti ferroviari, tanto che Fs ha presentato un esposto contro alla magistratura. Il solito complottismo?

Certo, quello che è successo è davvero strano, a partire dalla giornata di caos vissuta alla stazione Termini di Roma in ottobre a causa di un chiodo fissato alle tre di notte dall’ operaio di una ditta appaltatrice su un cavo del sistema elettrico della stazione, incidente, di per sé, piuttosto singolare. Ma può succedere, anche se si tratta di cosa assai improbabile.

Quello che non può succedere è la frequenza dei guasti nelle settimane successive che hanno bloccato la rete a Milano, di nuovo a Roma, a Firenze, tutti incidenti avvenuti in ore cruciati, in snodi ferroviari strategici e che hanno colpito i tratti più importanti dell’alta velocità. Non accade spesso che un’importante azienda nazionale parli di sabotaggio. Se ciò accade, vuol che qualcosa di abnorme deve essere sicuramente accaduto.

L’esposto di Fs è del resto assai dettagliato. Le strane coincidenze avvenute autorizzano più di un sospetto. Ferrovie fa sapere che la decisione di rivolgersi alla magistratura e di preparare una particolareggiata denuncia è venuta «alla luce dell’ennesimo incidente anomalo sulla rete e di un elenco di circostanze altamente sospette». La società sottolinea come «in particolare, gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi (non può essere un caso che si tratti di quelli più complicati per la circolazione ferroviaria, con ricadute pesanti su tutta la rete), il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo».

Poi ci sarà insomma stata anche di mezzo la “sfiga”, ma assai probabile che la sfortuna sia stata anche… aiutata. Sicuro è il fatto che questi incidenti hanno “eccitato” come non mai la stampa di sinistra e la generalità dell’opposizione. Tutti contro Salvini e tutti a chiederne le dimissioni. “Caos treni, abbiamo il ministro dei Trasporti più incompreso della storia”, ha  titolato ad esempio “Il Fatto”.

In realtà, mai come in questo momento il governo sta lavorando all’ammodernamento della rete ferroviaria dopo l’incuria manifestata dai governi precedenti.  Il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami parla in proposito di circa «25 miliardi di Pnrr affidati a a Rfi (Rete Ferroviaria Italiana Spa) su nuove opere e manutenzioni, da concludere entro un anno, a cui si aggiungono oltre 20 miliardi di interventi extra Pnrr».

Insomma, la rete ferroviaria italiana è tutt’altro che abbandonata a se stessa, come i tanti gufi svolazzanti vorrebbero farci credere. Il problema è che Matteo Salvini è attualmente considerato un po’ l’anello debole del centrodestra, a seguito della sua posizione all’interno della Lega e a seguito dei dissidi con gli alleati: prima con Forza Italia e ora anche con FdI per via della polemica sul terzo mandato dei governatori e del no del partito di maggioranza a una eventuale ricandidatura di Luca Zaia in Veneto.

La sinistra è rimasta delusa dall’assoluzione del ministro delle Infrastrutture nel processo Open Arms a Palermo: erano già tutti pronti ad allestire una grande campagna per far cadere Salvini in caso di condanna. Ora ci riprovano per i casi di ritardi dei treni. E qualche zelante “quinta colonna” dentro il sistema ferroviario ha pensato bene di contribuire alle difficoltà politiche del leader della Lega…

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