Omicidio Pamela Mastropietro, perché Oseghale “condannato” di nuovo all’ergastolo in Cassazione?

venerdì, 17 Gennaio 2025
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La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso straordinario presentato dagli avvocati di Innocent Oseghale, confermando così la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Pamela Mastropietro. La tragica vicenda della giovane romana, brutalmente uccisa e smembrata il 30 gennaio 2018, si conclude definitivamente con questa decisione, che sancisce la responsabilità dell’imputato e chiude un doloroso capitolo per la famiglia della vittima.

Omicidio Pamela Mastropietro: perché è stato rigettato il ricorso straordinario

Il ricorso straordinario presentato dai legali di Oseghale contestava presunti errori di fatto nella ricostruzione degli eventi. Gli avvocati sostenevano che Oseghale non avesse somministrato personalmente l’eroina a Pamela e che il rapporto sessuale tra i due fosse stato consensuale, avvenuto prima di recarsi nell’appartamento di via Spalato, a Macerata. Secondo questa tesi, Oseghale avrebbe solo messo Pamela in contatto con un altro spacciatore, senza assumere un ruolo diretto nell’omicidio.

La Corte di Cassazione ha rigettato tali argomentazioni, confermando che le prove raccolte durante le indagini e i processi precedenti dimostrano chiaramente la colpevolezza di Oseghale. L’uomo aveva approfittato delle condizioni psicologiche e fisiche della ragazza, che aveva da poco abbandonato la comunità terapeutica di Corridonia, per abusare di lei. Quando Pamela ha reagito, è stata uccisa e il suo corpo è stato smembrato, nascosto poi in due trolley ritrovati lo stesso giorno del delitto.

Oseghale condannato all’ergastolo in via definitiva

La condanna all’ergastolo per Innocent Oseghale era stata emessa il 24 gennaio 2024, quindo al fianco della mamma di Pamela c’era anche Pietro Orlandi da sempre vicino alla famiglia in questa lunga battaglia legale, e ha ora ricevuto conferma definitiva dalla Corte di Cassazione. La sentenza ha riconosciuto l’aggravante della violenza sessuale, elemento decisivo per infliggere la pena più severa prevista dall’ordinamento italiano.

In occasione dell’ultima udienza, la madre di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, ha manifestato davanti alla Corte di Cassazione insieme a familiari e sostenitori, chiedendo giustizia per sua figlia e per tutte le vittime di violenza. “Pamela grida giustizia e noi siamo la sua voce”, recitava uno degli striscioni esposti. La signora Verni ha inoltre ribadito l’importanza di continuare a indagare su eventuali complici dell’omicidio, ritenendo che altri responsabili non siano stati ancora identificati.

La vicenda dell’omicidio Pamela Mastropietro rappresenta un caso emblematico, che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e sottolinea la necessità di garantire giustizia per le vittime di crimini efferati.

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