A partire dalla giornata di oggi, domenica 19 Gennaio, inizia la prima delle tre fasi dell’accordo di tregua per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza .Tuttavia, le dichiarazioni rilasciate dal primo ministro Netanyahu, non lasciano spazio a prospettive ottimistiche: “Ci riserviamo il diritto di tornare in guerra. -ha affermato in diretta tv il premier israeliano- Obiettivo è che Gaza non minacci più Israele”.
Ciò che avrebbe fatto cambiare idea al premier israeliano sarebbe stata la mancata consegna della lista di ostaggi che saranno liberati. Per giustificare l’accaduto un funzionario di Hamas ha affermato a Ynet che l’organizzazione terroristica sta ritardando per motivi tecnici la trasmissione dei nomi dei rapiti che dovrebbero essere rilasciati domani.
E ha spiegato che “la comunicazione avviene fisicamente tramite messaggeri, e ci vuole tempo perché si accordino sui nomi e sulla posizione dei rapiti, quando gli aerei dell’Idf sono ancora sopra di loro”. Quindi ha aggiunto che la lista finale verrà rilasciata solo dopo l’approvazione del leader di Hamas, Mohammed Sinwar.
A essere liberati oggi dovrebbero essere donne civili e bambini.
I nuovi sviluppi hanno prodotto inevitabilmente una forte mobilitazione dei vertici internazionali, i quali hanno prontamente chiarito le proprie posizioni.
Il presidente turco Erdogan ha ricordato le violazioni di cessate il fuoco da parte di Israele, avvenute in passato, esortando la comunità internazionale a impedire ulteriori infrazioni nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas su Gaza.
Difatti Erdogan, durante il congresso provinciale del suo partito ad Adana, nel sud della Turchia ha affermato che:
“Israele, in particolare Netanyahu, ha un significativo record di violazioni dei cessate il fuoco. Ciò non deve essere consentito questa volta”.



