Napoleone, ovvero il falso cambiamento

lunedì, 20 Gennaio 2025
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Napoleone si può dire realizzi quell’immagine del cambiamento di cui in modo esplicito avrebbe parlato il Principe di Salina, più di un secolo dopo, ma con un intento più falso e calcolato del solito. Lo chiamarono il liberatore, ma di che? E di chi? Per noi italiani, poi, fu una sciagura in tutti i sensi. Ci invase e ci depredò di tutto ciò a cui riuscì ad arrivare. I soldi in primis, come cita ottimamente il brano di Pietro Ratto, studioso di fine ingegno, che ci racconta le cose come sono realmente andate e non la versione edulcorata e falsamente patriottica che ci hanno insegnato a scuola. Per non parlare poi della spoliazione sistematica delle opere d’arte, uniche per importanza simbolica, che fece in tutta la penisola.

Ma fu a Roma che raggiunse il vero crimine contro l’umanità, facendo fondere persino i reliquiari per fare metallo prezioso per battere moneta! Non si fermò davanti a nulla e nessuno. Non ebbe il coraggio di andare a Roma per affrontare il Papa ma inviò altri a compiere un atto vile e da vero vigliacco: facile vincere sulla Chiesa Cattolica, senza eserciti capaci di fermare, a parità di forze, un altro esercito.

Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena 

Fu l’unico nella storia che osò tanto. Neanche Hitler, che pure fece e pensò molte delle sue stesse mosse, arrivò a portare a termine questo progetto folle e sacrilego per i cattolici. Inoltre proprio per le donne, si trattò di una beffa vera e propria… Gli aristocratici dell’ Ancien Regime erano libertini per definizione, ma proprio con Luigi XVI e Maria Antonietta in Francia le donne conobbero una grande emancipazione, diventando colte protagoniste della vita di società, dimostrando al mondo intero che una bella testa non ha sesso.

 

Elisabeth Vigeé le Brun

La Marchesa di Pompadour si impose su tutta l’Europa per la sua cultura e il suo gusto raffinato. Era amica dei filosofi e di Voltaire che aveva una fitta corrispondenza con Caterina II di Russia, altra figura di spicco tra le donne del tempo. Ma fu alla corte di Versailles che una donna diventò ufficialmente ‘pittore di corte’ e grazie a Maria Antonietta: Elisabetta Vigee Lebrun.

Napoleone riportò le donne sotto la tutela dei mariti e con il famoso Codice Napoleonico lo impose a mezza Europa.

La pittura tornò in mano agli uomini e ci pensò Jean Louis David a celebrare i fasti di breve durata del novello Cesare! E quanto costò a tutti il suo delirio di onnipotenza… per imporsi al mondo. Sicuramente alla Russia, che invase nonostante la temerarieta’ dell’impresa, la povera Spagna che subì anch’essa un saccheggio di opere d’arte. Ma sicuramente i più esposti e fragili eravamo noi italiani, che pagammo il prezzo più alto; per non parlare poi di Venezia, che cercò di resistere eroicamente, ma di cui decretò la fine politica e storica.

Maria Carolina d’Asburgo-Lorena –

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