Forse si sta aprendo una prospettiva di pace per la martoriata Ucraina, ma deve essere ben compreso da tutti noi che la fase che stiamo attraversando è estremamente pericolosa. Apparentemente sembra che l’intenzione manifestata dal neo presidente Usa di chiudere la lunga guerra russo-ucraina, possa portare una distensione nei rapporti fra la Nato e la Russia. Ma, il percorso in realtà è irto di grandi rischi. La ragione è presto detta. Putin ha dichiarato chiaramente che é disponibile ad aprire una trattativa di pace direttamente con Trump, che ritiene una persona pragmatica, al contrario del suo predecessore. Risulta quindi altrettanto chiaro che Zelensky sarà escluso da qualsiasi trattativa e che al tavolo del negoziato ci saranno soltanto Putin e Trump e non altri, nemmeno gli europei. Entrambi i presidenti, russo e americano, ritengono che il leader ucraino sia uno dei maggiori responsabili dell’aggravamento del conflitto russo-ucraino.
Che il presidente della Federazione Russa la pensi così è più che naturale. Basta ricordare che la Russia era disponibile a negoziare per evitare il conflitto già molti anni prima dell’inizio delle operazioni militari. In effetti, la bozza di accordo tra Russia e Ucraina era già pronta nel marzo 2022 e il negoziato è naufragato a causa dell’allora primo ministro inglese Boris Johnson, che ha convinto Zelensky a proseguire la guerra promettendo armi e appoggio finanziario da parte della Nato, per sconfiggere la Russia.
La vera novità è che anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump voglia mettere da parte Zelensky e trattare direttamente con Putin. La precedente amministrazione Usa, quella guidata da Joe Biden, aveva sempre proclamato con una certa dose di ipocrisia che l’Ucraina era costretta a combattere contro i russi per difendersi e che la Nato stava semplicemente aiutando l’Ucraina a fronteggiare l’invasione russa. L’amministrazione Biden sosteneva il concetto di “guerra ibrida”, cioè gli Usa finanziano e forniscono armamenti al nemico della Russia, l’Ucraina, ma non sono direttamente in guerra contro la Federazione Russa. Trump, invece, ha inviato Keith Kellogg, membro del suo staff, a negoziare segretamente con i russi e ha dimostrato interesse ad instaurare un negoziato di pace direttamente con Putin. Così facendo Trump ha annientato in un baleno il meccanismo stesso della guerra ibrida creato dal suo predecessore, ma, cosa ancor più grave, si è assunto piena responsabilità della guerra in Ucraina come controparte della Federazione Russa. Qualora non fosse sufficientemente chiaro il pericolo insito in questa situazione, forse un banale interrogativo può chiarirlo: e se le trattative di pace falliscono, che cosa succede? Riprende la guerra, ma non quella ibrida, bensì quella tra le effettive parti in conflitto, Federazione Russa da una parte, Nato e Usa dall’altra. Mutua distruzione reciproca assicurata.



