La voce al telefono sembrava proprio quella di sua figlia: «Mamma, aiuto, mio marito ha fatto un incidente! Ha investito una mamma e un bambino di cinque anni».
Luciana Gaiotto, 84 anni, non avrebbe mai pensato di cadere in una truffa tanto sofisticata.
Ma la paura ha preso il sopravvento, e l’anziana ha seguito le istruzioni impartite dall’altro capo del telefono e ha consegnato 30mila euro in contanti e diversi gioielli in oro a uno sconosciuto che si spacciava per un avvocato.
Solo più tardi, quando è andata a prendere i nipoti a scuola e ha visto sua figlia affacciarsi alla finestra, ha capito di essere stata vittima di una truffa che ha sfruttato l’intelligenza artificiale.
L’autore, un 55enne originario della Campania, è stato arrestato grazie a un’attenta indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Treviso. Gli inquirenti hanno ricostruito i suoi spostamenti analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza, il traffico telefonico e le testimonianze raccolte. L’uomo si spostava a bordo di un’auto a noleggio e, nella stessa giornata, oltre a Luciana Gaiotto, ha raggirato anche un’altra vittima: una 93enne derubata di 200 euro e diversi gioielli.
Se il raggiro del «finto incidente» non è una novità, l’uso dell’intelligenza artificiale l’ha reso estremamente più efficace.
I truffatori hanno usato un software in grado di replicare alla perfezione la voce della figlia dell’anziana.
Bastano pochi secondi di registrazione per campionare il tono e il timbro di una persona – magari carpiti attraverso una finta chiamata di telemarketing o da un messaggio vocale sui social. È uno strumento alla portata di tutti, che però, se finisce nelle mani sbagliate, può diventare estremamente pericoloso.



