Kiev. La pace di Trump? Non é quello che sembra

lunedì, 10 Febbraio 2025
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Qualcosa di veramente strano sta accadendo nel contesto della guerra in Ucraina. Si parla di negoziati di pace tra Trump e Putin, per porre fina alla guerra, ma nella realtà concreta si assiste ad una intensificazione del conflitto in corso. E’ sufficiente osservare le attuali manovre militari per rendersi conto che qualcosa non torna. L’esercito ucraino ha effettuato importanti controffensive nel Kursk, costate un gran numero di morti e feriti. Ma, si potrebbe affermare che queste sortite di Kiev siano finalizzate ad acquisire maggiore territorio russo possibile, da utilizzare come merce di scambio in un futuro negoziato di pace. Invece, il comportamento dei militari russi è proprio incompatibile con un intento negoziale. Nel Donbass i russi hanno conquistato una città ucraina dopo l’altra, Khurakovo, Novosylka, Chasov Yar, Toretsk. L’ultima roccaforte che rimane è Pokrovsk. Prendendo quest’ultima i russi avrebbero conquistato tutta la regione russofona del Donbass. Ebbene, in queste ore, gruppi di sabotatori russi sarebbero entrati nella periferia di Pokrovsk, coperti da un uragano di fuoco di artiglieria, allo scopo di individuare le aree fortificate e i punti deboli della difesa ucraina della città. Comunque Pokrovsk è quasi interamente circondata. Per cui la guarnigione ucraina, asserragliata nell’area urbana, subirà la sorte dei militari di Kiev che hanno tentato di difendere le altre città assaltate dai russi: arrendersi o morire.

Ma siamo così sicuri che Putin voglia una trattativa con gli Usa sull’Ucraina? Forse è più probabile il seguente scenario: l’esercito russo conquista tutto il Donbass, fa collassare quel che rimane dell’esercito ucraino, dopo di che dilaga nella regione pianeggiante e poco fortificata del Dnepr. A quel punto la Russia dichiara la vittoria con tanto di parata a Mosca il 9 maggio. E se fosse proprio questo lo scenario che il Deep State americano teme di più? Se si analizzasse la posizione statunitense, si potrebbe arrivare a ritenere che in effetti l’intento americano attuale non sia quello di negoziare con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, ma semplicemente quello di evitare che l’esercito russo ottenga una vittoria sul campo. Keith Kellogg, il nuovo incaricato di Trump per l’Ucraina continua a dichiarare: “Prima la Russia deve fermare le ostilità e poi si può aprire una fase negoziale”. E condisce questo diktat alla Russia con minacce di nuove sanzioni. Sembrava che la nuova amministrazione Trump fosse in rotta di collisione con la presidenza Biden, ma in realtà sta riproponendo lo stesso schema: la Russia deve “congelare” il conflitto in corso (cioè salvare la faccia agli Usa e alla Nato), altrimenti piovono sanzioni. Ma ormai questo giochino non funziona più, la Russia non teme le sanzioni americane. La soluzione sarebbe un vero negoziato di pace, al quale però nessuno sembra davvero interessato.

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