La 75esima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa con un epilogo inaspettato: la vittoria di Olly con la romantica ballad “Balorda Nostalgia”.
La classifica finale non è stata digerita con facilità, lasciando dietro di sé una scia di delusi che avevano aspettative diverse su chi avrebbe dovuto vincere il Festival.
Il piazzamento di Giorgia al sesto posto ha suscitato lo sdegno non solo di grande fetta del pubblico ma anche di numerosi cantanti in gara: tra questi Elodie che ha manifestato il suo disaccordo a Domenica in affermando di ritenere un’ingiustizia vedere un’icona come Giorgia posizionata così in basso. Anche Achille Lauro ha raggiunto una posizione parecchio lontana dalle aspettative comuni, classificandosi al settimo posto. Si tratta di un risultato che ha lasciato il pubblico interdetto, gran parte del quale lo considerava un appetibile candidato alla vittoria del Leone D’oro. Tali incoerenze hanno alimentato diverse teorie complottistiche sulla vittoria di Olly. Molti hanno notato che dietro la figura del cantante genovese si cela Marta Donà, manager parecchio nota nel panorama musicale, caterpillar delle vittorie delle ultime edizioni del Festival. È stata manager dei Maneskin nel 2021 guidandoli ad un trionfo mondiale, lo è stata anche di Marco Mengoni, Angelina Mango e adesso di Olly, riuscendo nella vittoria di 4 Festival su 5 anni di partecipazione. Per questa regione, la manager viene oramai considerata come la vera vincitrice di Sanremo. Sono moltissimi i post sui social che hanno ironizzato su tale coincidenza con fare sospettoso, tra questi anche quelli del giornalista Roberto Pavanello che ha scritto: “Ribatezziamolo Festival di Marta Donà”.
Ciò è stato sottolineato anche da Enrico Mentana che si è espresso in proposito tramite un post pubblicato nel cuore della notte: “Sanremo 2022 Maneskin: manager Marta Donà, Sanremo 2023 Marco Mengoni: manager Marta Donà, Sanremo 2024 Angelina Mango: manager Marta Donà, Sanremo 2025 Olly: manager ancora lei, Marta Donà”.
Il direttore del Tg7 ha poi espresso un’altra considerazione: Olly andava votato col numero 15, lo stesso che avevano negli anni precedenti Angelina Mango e Marco Mengoni.
Ma c’è dell’altro. Alcuni utenti del web hanno notato che in tutte le serate in cui vi è stato il televoto, le esibizioni di Olly sono state strategicamente posizionate tra le 22 e le 23 ovvero nelle fasce orarie di massimo ascolto. Chiaramente chi ha la possibilità di esibirsi quando vi sono più telespettatori ha molte più chance di essere ascoltato. Il fatto ritenuto curioso dagli utenti è che l’unica serata in cui l’esibizione di Olly è avvenuta dopo le 23 è stato martedì 11, quando non vi era il televoto e in occasione della serata cover che non aveva alcuna rilevanza rispetto al risultato finale.
Nelle ultime ore stanno girando anche parecchi video che mostrano come Olly avesse già gli auricolari al momento dell’annuncio della classifica finale, come a voler intendere che il ragazzo sapesse già di doversi esibire e dunque di aver vinto.
Dinanzi a tali anomalie, il web complotta: il risultato finale è davvero sincera espressione del voto popolare o c’è qualcosa di più dietro?
Sanremo, non si ferma il complottismo sulla vittoria di Olly



