Il Papa sta bene e resiste vigile e ben orientato

lunedì, 24 Febbraio 2025
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Quando la tempra è più forte di qualsiasi ricovero o malattia o infezione. E’ il caso di dire che lo spirito e l’umore di Papa Francesco in queste delicate ore è sempre al primo posto e soprattutto la vince su un quadro clinico davvero complesso che tiene tutti da una settimana con il fiato speso. Tutto il mondo è rivolto al piazzale dell’ospedale Gemelli e al responso dello staff medico del nosocomio romano che giorno dopo giorno dirama bollettini sulle condizioni di salute appese ad un filo di speranza per il Santo Padre. Un tam tam che dalla Sala Vaticana viene trasferito ai media di tutto il paese e da Roma al mondo. Tutti in apprensione per Papa Francesco. Palloncini, preghiere e effigi del Santo Padre da giorni occupano tutte le vie limitrofe dall’Aurelia a San Pietro che costeggiano le mura vaticane fino al policlinico Gemelli dove Francesco è ricoverato da lunedì scorso per una polmonite bilaterale interstiziale aggravatasi da sabato per un’ importante insufficienza respiratoria che ha complicato il quadro clinico tanto da dover effettuare una trasfusione completa per tenerlo in vita e scongiurare il peggio. Ma come sta il Papa? A quanto pare da stamane è stato diffuso un bollettino medico decisamente più ottimista anche se c’è cautela. A quanto si legge nella nota diffusa dalle prime ore del mattino dalla Sala Stampa Vaticana: “ La notte e’ trascorsa bene, il Papa ha dormito e sta riposando”. Nel bollettino di ieri sera, nono giorno di ricovero, e’ stato reso noto che: “le condizioni del Santo Padre permangono critiche, ma non ci sono state piu’ ulteriori crisi respiratorie da sabato sera”. Intanto, fanno sapere i medici e l’equipe che sta monitorando il Pontefice, migliorano i valori del sangue anche se alcuni esami dimostrano una iniziale, lieve, insufficienza renale, allo stato attuale sotto controllo. Francesco e’ vigile, ben orientato, si prosegue a somministrare ossigeno, la prognosi resta riservata in virtu’ della complessita’ del quadro clinico e nell’attesa necessaria affinche’ le terapie farmacologiche possano dare qualche riscontro. C’è quindi speranza per ora e quella luce che lo stesso Francesco con il suo sguardo ha rinnovato ai fedeli dopo ogni celebrazione e che in queste ore da Roma rimane accesa dona speranza e fiducia a tutto il mondo. Il Papa continua a combattere anche se in condizioni deboli e delicate ma come una fiammella accesa e vessata da vento e intemperie non cessa di brillare.

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