Sciopero magistrati, Parodi: “La riforma della Giustizia compromette l’indipendenza della magistratura” | Video

giovedì, 27 Febbraio 2025
4 minuti di lettura

A Roma, in Piazza Cavour, si è svolto il flash mob della magistratura nell’ambito dello sciopero nazionale dei magistrati contro la riforma della Giustizia promossa dal governo Meloni. La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosi magistrati e rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), tra cui il presidente Cesare Parodi, che ha spiegato le ragioni della protesta e l’importanza di difendere l’indipendenza della magistratura.

Sciopero magistrati, flash mob a Roma: le parole del presidente Anm Parodi

Durante il flash mob dei magistrati a Roma, Cesare Parodi ha ribadito la necessità di garantire ai cittadini un sistema giudiziario equo, sottolineando il rischio che la riforma possa compromettere l’imparzialità dei magistrati.

“Chi viene accusato ingiustamente deve avere il diritto di essere valutato da un pubblico ministero senza pregiudizi, che faccia le indagini in tutti i sensi e, se necessario, chieda al più presto l’archiviazione. Questo è ciò che chiediamo”, ha dichiarato il presidente dell’ANM.

Secondo Parodi, la riforma voluta dal governo Meloni mira a limitare l’autonomia dei magistrati e la separazione delle carriere non è giustificata. Ha portato ad esempio la vicenda Delmastro per dimostrare che giudici e PM non sono sempre allineati. “Quella vicenda è la prova provata che giudici e pubblici ministeri non vanno sempre d’accordo. Allora, che senso ha la separazione delle carriere se ci si ribella al fatto che un giudice possa andare contro la richiesta di un PM?”, ha sottolineato.

Inoltre, Parodi ha respinto l’idea che i giudici italiani siano appiattiti sulle richieste dei PM: “Se guardiamo le percentuali di assoluzioni, vediamo che non sono così basse come si dice, ma anzi molto significative. È un torto ai giudici affermare che non siano indipendenti. Non lo dico solo io, ma anche l’avvocato Coppi, uno dei principali penalisti italiani”.

Mattarella e il ruolo dell’indipendenza della magistratura

Parodi ha poi fatto riferimento alle recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza della magistratura come principio fondamentale dello Stato di diritto.

“Ho letto le dichiarazioni del Presidente Mattarella e credo che abbia colto il cuore del problema. Ha parlato dell’indipendenza del pubblico ministero, ed è intorno a questo concetto che si gioca tanto di questa partita”, ha dichiarato Parodi.

“Ancora una volta, il Presidente ha dimostrato una straordinaria sensibilità e intelligenza, andando al cuore della questione. La sua attenzione a questi temi è essenziale e rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che credono in una giustizia autonoma e indipendente”.

Non è uno sciopero contro il governo, ma per difendere la Costituzione

Il presidente dell’ANM ha poi evidenziato come lo sciopero nazionale dei magistrati abbia registrato un’ampia adesione, indipendentemente dalle correnti di appartenenza.

“C’è una straordinaria unità d’intenti, al di là delle divisioni, delle incomprensioni e dei ruoli. Moltissimi magistrati stanno manifestando in modi diversi, ma la sintonia tra persone di estrazione e cultura così diverse è un dato significativo. Non è uno sciopero contro nessuno”, ha precisato.

Parodi ha annunciato che il 5 marzo ci sarà un incontro con la presidente Giorgia Meloni, durante il quale l’ANM esporrà in modo tecnico e chiaro le proprie ragioni contro la riforma. “Mi sembrerebbe giusto avere un chiarimento personale con la presidente Meloni, che ha molto sofferto. Non lo farò certo tramite soggetti terzi o giornali, ma direttamente”, ha detto.

Sul contenuto dell’incontro, ha anticipato: “Presenteremo le ragioni della nostra contrarietà alla riforma in maniera chiara, tecnica e lineare. E poi ascolteremo la sua risposta. L’importante è parlarsi e far capire che non siamo contro nessuno, ma stiamo difendendo alcuni principi della Costituzione in tema di giustizia, che riteniamo fondamentali per il ruolo della magistratura”.

Parodi ha anche risposto a chi sostiene che la magistratura non rispetterebbe le sentenze della Corte di Giustizia Europea: “Noi rispettiamo qualunque decisione nazionale e internazionale. Mi spiace che qualcuno possa dubitare di questo. Se la riforma sarà approvata, saremo i primi a rispettarla. Ed è proprio per questo che oggi cerchiamo di portare avanti la nostra opinione, perché sappiamo che, se sarà approvata, dovremo applicarla”.

Infine, ha respinto con fermezza le accuse di eversione rivolte alla magistratura: “Mi guardi, le sembro un pericoloso eversore? Io sono solo un vecchio signore piemontese, educato e civile, che porta avanti le proprie ragioni con rispetto. Nulla di più, nulla di meno”.

Silvia Albano: “Gli obiettivi della riforma sono chiari”

Tra i magistrati presenti al flash mob della magistratura a Roma, Lo Speciale ha intervistato Silvia Albano, presidente di Magistratura Democratica e più volte definita dai membri del governo come una “toga anti-Meloni”.

Albano ha spiegato che il senso della mobilitazione è quello di informare i cittadini sulle reali conseguenze della riforma: “Il significato di questa giornata è cercare di far conoscere ai cittadini le conseguenze della riforma della giustizia. D’altro canto, il governo in più occasioni ha lasciato intendere quali siano gli obiettivi. Ogni volta che sono stati adottati provvedimenti sgraditi alla maggioranza di governo, è stato detto che ci vuole la riforma della giustizia. Mi pare che gli obiettivi reali di questa riforma siano molto chiari”.

Secondo Albano, la riforma non mira solo alla separazione delle carriere, ma a un ridimensionamento generale del ruolo della magistratura: “Credo che sia una riforma tesa a ridimensionare l’indipendenza della magistratura nel suo complesso, non solo del pubblico ministero”.

Albano ha anche parlato della decisione della Corte di Giustizia Europea in merito alla questione dei trattenimenti dei migranti nei CPR in Albania. “La Corte di Giustizia Europea si pronuncerà. La questione non è politica ma giuridica. I magistrati hanno applicato la legge attualmente in vigore, noi siamo tranquilli: abbiamo fatto il nostro dovere”, ha spiegato.

Infine, ha ribadito il timore che la riforma possa ridimensionare il ruolo della magistratura: “Gli obiettivi della riforma sono molto chiari: riteniamo che sia una riforma tesa a ridimensionare il ruolo della magistratura nel suo complesso”.

Un centinaio di magistrati in piazza contro la riforma

Il flash mob della magistratura a Roma ha visto la partecipazione di circa un centinaio di magistrati, che si sono riuniti in Piazza Cavour per esprimere la loro contrarietà alla riforma. La manifestazione, pur senza bandiere politiche, ha evidenziato un fronte compatto della magistratura contro un progetto di legge che, secondo Parodi e Albano, “mina profondamente l’equilibrio dei poteri e l’indipendenza della giustizia italiana”.

La battaglia continua, e il 5 marzo potrebbe rappresentare un momento cruciale con l’incontro tra ANM e governo Meloni, in cui il presidente esporrà il  punto di vista delle toghe. Che non hanno chiuso all’ipotesi di appoggiare pubblicamente il no al referendum sulla riforma, che sembra ormai inevitabile visto che è irraggiungibile la maggioranza dei due terzi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.