Procaccini a Macron: “Lui il più ipocrita. L’Europa finanzia Putin più di quanto aiuti Kiev”| Video

giovedì, 6 Marzo 2025
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Durante un convegno a Roma sul nucleare, Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha affrontato temi cruciali legati alla sicurezza energetica e alla difesa europea, con un focus sulle recenti dichiarazioni di Emmanuel Macron. Il presidente francese ha avvertito che la Russia potrebbe non fermarsi all’Ucraina, ma per Procaccini la questione è più complessa e richiede una riflessione sulle contraddizioni dell’Unione Europea, che continua a finanziare Mosca con le importazioni di gas.

Procaccini spinge sul nucleare: “C’è da investirci, c’è da crederci. L’Italia lo sta facendo, ma vanno accorciati i tempi”

Procaccini ha ribadito che il nucleare rappresenta una risorsa strategica per l’indipendenza energetica dell’Europa: “C’è da investirci, c’è da crederci. L’Italia lo sta facendo, l’Europa lo sta facendo, ma se lo facessimo un po’ di più, si accorcerebbero i tempi per raggiungere il traguardo. Oggi a Bruxelles c’è il consiglio straordinario per parlare di questo piano di riarmo dell’Unione Europea presentato dalla presidente von der Leyen.”

Secondo l’europarlamentare, il nucleare è una chiave di sviluppo tecnologico e industriale, oltre a garantire una maggiore autonomia dalle forniture estere. Un messaggio chiaro, soprattutto in un contesto in cui la dipendenza energetica dalla Russia continua a rappresentare un problema per l’UE.

Procaccini approva le parole di Trump: “Gli Stati Uniti ci chiedono di investire sulla difesa, non possiamo più dipendere solo da loro”

A Bruxelles si discute del piano di riarmo dell’Unione Europea, presentato da Ursula von der Leyen. Procaccini ha sottolineato la necessità di un approccio strutturato: “Ci convince la necessità di rispettare gli accordi. Si parla molto di divisioni fra Stati Uniti e Unione Europea, in realtà gli Stati Uniti con l’amministrazione Trump dicono la stessa cosa che dicevano con l’amministrazione Biden o con quella Obama: l’Unione Europea deve investire sulla difesa, non puoi pretendere che siano solo gli americani a farlo e che poi gli americani siano gli stessi che vengono poi a proteggerti.”

Un punto su cui tutti sembrano concordare, ma che apre interrogativi su come finanziare questo piano: “Gli investimenti sulla difesa e la sicurezza noi sappiamo essere anche un volano per lo sviluppo tecnologico civile e quindi voglio dire hanno un cosiddetto dual use. Cosa non ci convince? Naturalmente come ci si approvvigiona. Creare uno spazio fiscale quindi fuori dal patto di stabilità è certamente già qualcosa, l’abbiamo chiesto e l’abbiamo ottenuto. Si può ottenere di più, per esempio”.

Sul finanziamento, Procaccini ha aggiunto: “Di debito parliamo sempre, bisogna essere onesti. Però un conto è spalmato sull’intera economia europea, e un conto è invece naturalmente soltanto sul debito nazionale. Quindi, insomma, credo che un po’ di chiarezza in più, un po’ anche di onestà intellettuale in più, nello spiegare alle persone – anche se è impopolare – che la difesa è il prerequisito per poter godere di tutti gli altri diritti. Mi rendo conto che anche in Italia c’è chi scappa da questa responsabilità perché insegue naturalmente tesi più populiste.”

L’attacco a Macron: “Parla della minaccia russa, ma la Francia ha aumentato dell’81% l’import di gas liquido da Mosca”

Il presidente francese ha lanciato l’allarme sulla minaccia russa, ma Procaccini ha risposto con una critica diretta alla politica energetica europea: “Ho sentito affermare al Congresso a Washington dallo stesso Donald Trump un dato incontrovertibile: l’Unione Europea sta arricchendo la Russia attraverso l’importazione di gas liquido come mai prima d’ora. Giustamente Trump dice: l’Unione Europea sta dando più soldi a Putin di quanti ne stia dando a Zelensky. Soldi che poi Putin utilizza per bombardare gli ucraini, ucraini che l’Unione Europea vorrebbe difesi dagli Stati Uniti. Ora capite bene che gli Stati Uniti dicono: qui c’è un’ipocrisia di fondo.”

Il punto più critico riguarda proprio la Francia: “Chi è in questo momento il più ipocrita in questo senso? Il presidente francese. Perché voi sapete che nessuna nazione in Europa ha incrementato gli acquisti di gas liquido dalla Russia come la Francia. Addirittura nel 2024 dell’81% rispetto all’anno precedente. Quindi io credo che si debba essere obiettivi, si debba essere responsabili e ci si debba muovere conseguentemente alle analisi più realistiche e reali.”

Lo scudo nucleare di Macron emblema di ipocrisia: “Un errore di traduzione o un errore concettuale”

Il presidente francese ha parlato della creazione di uno “scudo nucleare europeo”, ma Procaccini ha sollevato dubbi sulla definizione stessa di questa proposta: “Bisogna prima di tutto chiedersi cos’è uno scudo? Uno scudo è un sistema antimissilistico e quindi non capisco perché come si può chiamare nucleare uno scudo antimissilistico. Per cui c’è intanto un errore di fondo: o nella traduzione che noi facciamo in Italia delle parole espresse da Macron o c’è un errore nelle parole espresse da Macron, adesso onestamente non so.”
Secondo Procaccini, la deterrenza nucleare in Europa è già garantita dall’Articolo 5 della NATO: “C’è già un presupposto, che è quello garantito all’articolo 5, per cui se una nazione viene attaccata, tutte le altre nazioni che fanno parte della NATO intervengono in sua difesa. Quindi non è che sarebbe una novità quando dichiarato da Macron in ogni caso.”

Prospettive future sul ritorno al gas russo: “Lo scopriremo solo vivendo”

Guardando al futuro, Procaccini ha espresso la speranza che la situazione geopolitica possa stabilizzarsi, aprendo a nuovi scenari di cooperazione economica e un ritorno al gas russo per l’Italia: “Io spero che la situazione geopolitica mondiale in generale si rassereni, perché chiaramente questo offre possibilità di sviluppo economico e di serenità per tutti. E allora magari cose che oggi ci sembrano impossibili magari poi diventano possibili. Però questo lo scopriremo solo vivendo.”
L’Italia, secondo Procaccini, ha dimostrato coerenza sia nella politica energetica che nella difesa. Ora l’Europa deve fare lo stesso, senza contraddizioni e con una strategia chiara per il futuro.Con una guida che non può essere quella ipocrita di Macron.

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