14esimo Premio Francesco De Sanctis: scintille De Luca- Nordio alla presentazione | Video

mercoledì, 12 Marzo 2025
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Il Premio Francesco De Sanctis è uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi d’Italia, istituito per celebrare la memoria del grande storico della letteratura, critico e politico ottocentesco. Ogni anno, il premio viene assegnato a opere e personalità che contribuiscono alla diffusione della cultura e alla riflessione sul ruolo del pensiero critico nella società contemporanea.

La 14ª edizione del premio è stata presentata nella Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, un’occasione che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del governo e delle istituzioni. In prima fila, tra gli altri, anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Durante l’evento, sono intervenuti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, la ministra per le Riforme Istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati e il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. Il presidente Gianni Letta ha aperto la cerimonia, mentre il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inviato un videomessaggio. Prendendo la parola per un intervento il presidente della Regione Campania  ha attaccato in modo neppure troppo velato il guardasigilli Nordio sulle politiche riguardo al giustizia ricordando i valori secondo lui imprescindibili della democrazia con la divisione dei poteri.

Premio Francesco De Sanctis, la frecciata di De Luca a Nordio

In un passaggio particolarmente forte del suo intervento, De Luca ha voluto esprimere un’aspra critica nei confronti del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, sottolineando come certe scelte politiche stiano mettendo in discussione i principi di giustizia e dignità umana: “La democrazia vive per la dignità e la libertà dell’essere umano. Ogni violazione della dignità e della libertà è una ferita alla democrazia stessa”, ha detto De Luca, ribadendo che la tutela della dignità della persona deve essere al centro di ogni azione politica, e che la giustizia deve sempre essere equa e rispettosa dei diritti fondamentali.

Infine, De Luca ha espresso una visione amara sulla democrazia liberale contemporanea, dichiarando che “La democrazia liberale ha consumato la sua stagione”. Nonostante la difficoltà di questo pensiero, ha aggiunto che oggi siamo nel “tempo del post-diritto, della post-verità”, dove le nuove forme di comunicazione, in particolare i social media, rendono complicato per i cittadini formarsi un giudizio razionale sulla realtà e orientarsi nel panorama politico.

Le parole dei ministri Nordio, Casellati e Pichetto Fratin

Prima delle accuse di De Luca il Ministro Nordio aveva preso la parola per il suo intervento enfatizzando il legame tra cultura e consapevolezza del limite, sottolineando come il vero sapere nasca dal dubbio: “Il dubbio, diceva un filosofo, è il faro del saggio. La cultura dovrebbe insegnarti essenzialmente a dubitare, a sapere di non sapere, a conoscere i limiti del tuo intelletto, della tua conoscenza, della tua rappresentazione della realtà”. Nordio ha poi annunciato un’iniziativa per portare la lettura nelle carceri, con un programma di letture che coinvolgerà anche gli istituti di pena: “Portare nelle carceri questi messaggi di cultura significa dare un soffio di speranza”.

La ministra per le Riforme Istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati ha ricordato la figura di Francesco De Sanctis, sottolineando il suo ruolo di storico della letteratura e riformatore: “Giganti del verso e del pensiero, come Dante, Petrarca, Machiavelli, Leopardi, raccolgono la nazione attorno a un comune passato e la proiettano verso un comune destino. Sono lo specchio della nostra storia e al contempo il binocolo con il quale guardare il futuro”. Casellati ha anche messo in guardia dai rischi della digitalizzazione, affermando che viviamo in un’epoca in cui “la fatica del pensiero cede spesso il passo alle comode scorciatoie dell’intelligenza artificiale e del digitale”. Ha ribadito che la cultura dovrebbe essere “capacità di analisi critica” e non semplicemente un “cumulo di dati”.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha legato il valore della cultura alla tutela dell’ambiente e alla sostenibilità: “Parlare del Premio De Sanctis significa parlare di sviluppo, di tutela, di equilibrio naturale che abbiamo il dovere di conservare”. Pichetto Fratin ha inoltre menzionato l’importanza della protezione civile e delle imprese innovative nel settore ambientale, come la Sanicinelli, che ricicla rifiuti, esemplificando come la cultura e l’innovazione possano contribuire al cambiamento positivo della società: “Abbiamo scelto un’azione che è quella del gruppo dei volontari della Protezione Civile. È un’impresa straordinaria che fa della transizione ecologica il proprio motore di insegnamento”.

Il nuovo premio per le serie tv

Un momento saliente della cerimonia è stato l’annuncio del Premio De Sanctis per la Serialità, presentato dal sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. Questo nuovo premio, che verrà assegnato alla migliore serie TV tratta da un libro o ispirata a un personaggio della narrativa, mira a valorizzare il potere delle immagini nella trasmissione della cultura: “Fra tutti questi premi, mancava un premio importante, quello che racconta le immagini. Le immagini hanno una potenza, una velocità di diffusione enorme, soprattutto per i giovani, che comunicano sempre di più attraverso di esse”. Il premio sarà consegnato durante un nuovo festival della serialità internazionale, che avrà luogo in Romagna: “Ogni anno cercheremo di trovare dei temi che ci avvicinino ai ragazzi ai valori della cultura”.

Gianni Letta: “La cultura è il ponte tra passato e futuro”

Nel suo intervento, il presidente del premio Gianni Letta ha ribadito l’importanza della cultura come collante sociale e strumento per leggere la realtà con uno sguardo critico. Ha elogiato il lavoro della Fondazione De Sanctis e il percorso che l’ha portata a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione della letteratura e del pensiero: “Era un ragazzo, un poco più di un ragazzo, Francesco De Sanctis, quando l’ho incrociato dalle parti del Quirinale. Consapevole e sicuro del nome che portava, voleva far conoscere quel patrimonio immenso di carte, libri e documenti”.

Letta ha infine sottolineato l’importanza di continuare a sviluppare il pensiero critico e a preservare la memoria storica, affinché il passato possa essere un faro per il futuro.

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