Riarmo e Ucraina, Tajani: “Forza Italia è europeista, esercito comune è obiettivo finale. Dialogo Trump-Putin positivo, ma non può esserci sconfitta di Kiev” | Video

mercoledì, 19 Marzo 2025
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Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato a margine di un evento presso la Fondazione De Gasperi a Roma. Nel corso del suo intervento, ha affrontato diversi temi, dalla compattezza della coalizione di centrodestra alla sicurezza europea, fino ai principali scenari di politica internazionale come la guerra in Ucraina, la crisi a Gaza e la situazione in Turchia.

Meloni, l’unità del centrodestra, il riarmo e l’esercito unico europeo: parla Tajani

Tajani ha ribadito la coesione della maggioranza di governo, sottolineando l’unità del centrodestra sulle questioni fondamentali di politica nazionale ed europea: “Abbiamo votato un documento congiunto a dimostrazione che c’è unità all’interno del centrodestra. Forza Italia è un partito europeista, convintamente europeista. Non saremmo al governo se il governo non fosse europeista. Continuiamo a dire che l’Europa ha bisogno di una sicurezza comune, che è qualcosa di più importante e più ampio rispetto all’acquisto di armi”. Il ministro ha ribadito il pieno sostegno di Forza Italia alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per l’approvazione del piano di sicurezza della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Sul tema della difesa comune, Tajani ha chiarito la posizione di Forza Italia: “La difesa europea deve essere garantita da un esercito unico europeo. Per Forza Italia questo è l’obiettivo finale. Ora possiamo lavorare per meglio coordinare le forze, per spendere meno e spendere meglio. Spendiamo tanto ma gli investimenti non vengono spesi bene. Forza Italia crede in un esercito unico europeo in futuro, lo disse anche Silvio Berlusconi in un suo discorso, e crediamo negli Stati Uniti d’Europa perché è parte integrante della nostra identità e della nostra appartenenza al PPE”.

Rispondendo al ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha escluso l’ipotesi di un esercito unico europeo, Tajani ha precisato: “L’esercito unico europeo è per noi un obiettivo finale, adesso bisogna lavorare per meglio coordinare le forze armate europee. Coordinare meglio vuol dire spendere meno e spendere meglio, perché oggi noi spendiamo tanto come europei ma i risultati non sono quelli che si dovrebbero avere con questi investimenti. La difesa e la sicurezza dell’Europa devono essere garantite da questa solida alleanza”.

Sul tema del riarmo e dei fondi di coesione, il vicepremier ha chiarito che l’Italia non userà mai questi fondi per la difesa: “Sono stato il primo a dire che non bisogna toccare i fondi di coesione. L’Italia non li userà mai per politiche di sicurezza. Sono destinati a raggiungere altri obiettivi”.

Tajani ha poi commentato le recenti dichiarazioni di Mario Draghi in Senato: “Mario Draghi ha dato le sue opinioni. È stato Presidente del Consiglio, Presidente della Banca Centrale Europea. Le sue parole vanno sempre esaminate e studiate con grande attenzione. Per alcune parti posso essere d’accordo, per altre meno. Io sono meno pessimista di lui”.

La telefonata tra Trump e Putin e la posizione sull’Ucraina

Tajani ha affrontato la questione della guerra in Ucraina, ribadendo la contrarietà del governo italiano all’invio di truppe sul territorio: “Noi abbiamo una posizione molto chiara: non siamo favorevoli all’invio di militari italiani in Ucraina, sotto la bandiera dell’Unione Europea o sotto la bandiera della NATO. Eventualmente, se ci dovesse essere una missione delle Nazioni Unite, saremmo disponibili a partecipare, ma questa è un’altra cosa”.

Il ministro ha anche commentato la recente telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, evidenziando la necessità di un approccio diplomatico: “Si tratta di un passo nella giusta direzione, ma ancora non siamo alla trattativa. Siamo ai prodromi di una trattativa. Si continuerà a lavorare a Gedda e mi auguro si arrivi a un tavolo con Russia, USA e UE per la pace, sapendo che non ci può essere una sconfitta dell’Ucraina e che l’aggressore non è uguale all’aggredito”.

Sul ruolo dell’Europa nella sicurezza comune, Tajani ha ribadito: “La NATO deve essere il grande ombrello che protegge l’Occidente con due pilastri: uno europeo, che deve diventare più forte, e uno americano. Non dobbiamo essere costretti a chiedere sempre aiuto agli americani, ma dimostrare di essere adulti e cresciuti. La difesa e la sicurezza dell’Europa devono essere garantite da questa solida alleanza”.

La crisi a Gaza con la ripresa degli attacchi israeliani

Sulla situazione a Gaza, Tajani ha espresso forte preoccupazione per la ripresa del conflitto e ha ribadito la posizione italiana a favore di una soluzione basata sulla convivenza di due Stati: “Siamo molto preoccupati e vogliamo che riprenda quanto prima la trattativa per arrivare alla seconda fase del cessate il fuoco, alla liberazione totale degli ostaggi israeliani e alla possibilità per il popolo palestinese di ricevere tutti i beni necessari. Abbiamo una posizione molto chiara: due popoli, due Stati come obiettivo finale”. Il ministro ha ricordato anche l’iniziativa italiana Food for Gaza, che ha permesso l’accoglienza in Italia di bambini palestinesi malati, e ha sottolineato il sostegno al piano arabo per la ricostruzione della Striscia di Gaza: “Ci auguriamo che quanto prima possa finire questa nuova ripresa del conflitto”, ha concluso.

La situazione in Turchia

Infine, Tajani ha commentato la situazione in Turchia, facendo riferimento all’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, principale oppositore di Erdoğan: “Seguiamo con attenzione quello che sta accadendo in Turchia. Non conosco la vicenda giudiziaria nei dettagli, ma so quali sono i capi d’accusa. Ci auguriamo che tutto possa svolgersi nella massima calma, in un Paese che è nostro vicino e parte della NATO”.

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