Usa-Yemen: dossier di guerra a un direttore di testata, rischio carcere

martedì, 25 Marzo 2025
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Un copione di un plot hollywoodiano o mera realtà? Stentano a crederci anche i lettori ma quello che è accaduto l’11 marzo scorso al direttore della rivista americana The Atlantic ha davvero un che di incredibile e gli ingredienti sono quelli di un’ appetibile inchiesta che avrà lunghe ripercussioni. Infatti Goldberg al timone della testata a stelle e strisce, racconta di essere stato incluso evidentemente per errore dal consigliere della sicurezza nazionale americana Mike Waltz in una chat sulla piattaforma Signal insieme a illustri nomi del board diplomatico della Casa Bianca tra cui: il vicepresidente JD Vance, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles, il consigliere Stephen Millere e l’inviato Steve Witkoff. L’oggetto e i contenuti della chat di fuoco erano operazioni di guerra precise, informazioni dettagliate su armi e obbiettivi che riguardavano il piano di guerra degli Stati Uniti contro gli Houthi in Yemen. Due ore prima dell’attacco effettivo il direttore della testata, per errore incluso nell’illustre chat del team diplomatico di Trump, era a conoscenza della guerra americana contro lo Yemen e così i suoi lettori. Un caso clamoroso questo di fallimento nella gestione di quelle informazione cosiddette “classificate” proprio perché non dovrebbero essere condivise per mezzi come cellulari o  pc privati. E se Trump bacchettò la Clinton per l’utilizzo del suo palmare privato stavolta forse il muro del silenzio sull’accaduto fa più rumore. All’inizio Goldberg come scrive nel pezzo pensava si trattasse di un fake o falso profilo non potendo credere che il consigliere di Sicurezza nazionale degli Stati Uniti fosse stato così avventato da includere il direttore dell’Atlantic in una chat così bollente e riservata e sempre secondo Goldberg, così facendo il funzionario della difesa ha condiviso erroneamente dettagli che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza delle truppe e dell’intelligence. E’ bufera tra i democratici che al Congresso chiedono a gran voce un’inchiesta, affermano che utilizzare una app su cellulare anziché i canali sicuri (costati peraltro miliardi all’amministrazione) è una violazione dell’Espionage Act punibile con il carcere.

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