Fa mea culpa e imbarazzato ammette lo sbaglio. Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Mike Waltz si è assunto la piena responsabilità per la creazione della chat bollente con i dati sensibili nella quale era inserito per sbaglio sotto altro nome a quanto pare, il giornalista di The Atlantic Jeffrey Goldberg. Con profondo rammarico per il gesto ammette: ”Sono stato io a creare il gruppo”, ha dichiarato Waltz a Fox News, e a proposito della fuga di notizie sui piani militari di Washington in una chat dell’app di messaggistica privata Signal fa un passo indientro certo della bufera in cui ha investito mezzo Pentagono. Nella chat lo ricordiamo erano presenti oltre lui illustri nomi dell’amministrazione Trump tra cui il vicepresidente JD Vance, il segretario alla difesa Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio e altre figure di alto profilo. Tutti a discutere di piani operativi segreti pianificati per l’imminente attacco degli americani in territorio yemenita, sotto gli occhi e le orecchie attente del direttore e corrispondente dell’Atlantic Goldberg che sulle prime pensava a un fake. Un gesto condannato da più parti che avrebbe potuto portare in confusione il dipartimento di intelligence americana ma soprattutto mettere a repentaglio la sicurezza del paese. E ora quali conseguenze si celano dietro a questo gesto del responsabile numero uno? Intanto Waltz ha risposto alle domande incalzanti della hancor di Fox News Laura Ingrham davanti a milioni di telespettatori dicendo di aver avuto l’idea di amministrare il gruppo sulla chat di Signal e arrampicandosi letteralmente sugli specchi ha continuato a scagionare ogni tipo di colpa sostenendo di aver registrato il numero di Golberg sotto un altro nome scaricando ogni falla sullo staff. “Andremo fino in fondo”, ha poi assicurato aggiungendo di aver chiesto aiuto persino a Elon Musk certi di avere la migliore tecnologia a disposizione per capire cosa realmente sia successo. Bugia o verità? Il tempo darà la giusta sentenza.



