Francesca Benedetti, per il suo addio alle scene, si immola corpo e anima al suo pubblico ,con un interpretazione che ci confonde: quanto è Erodiade, regina corrotta e rivale della stessa figlia, o quanto è essa stessa che si offre al mondo e alla vita come eroina tragica, emblema del dubbio e dell’angoscia del vivere umano!
Lei è superbamente folle, recita, interpreta e si dichiara, sfacciatamente, nel saluto finale a scena aperta, al pubblico che applaude ,”eterna”, è lei Erodiade, è diventata essa stessa una figura tragica e mitica, è un eroina della vita, oltre che del teatro. Francesca dice di lasciare le scene, ma assume una forte valenza tragica di addio al mondo, la sua dichiarazione… e il pubblico non smette di applaudire, ha capito e partecipa commosso.
Lei dice che “sente” un muro di amore e le viene da piangere… poi, non paga di emozioni e di amore, chiama il regista, Marco Carniti e tutti i suoi collaboratori che dichiara di essere la sua famiglia , e che accomuna al suo pubblico, una enorme famiglia allargata! E poi, il suo collaboratore Bruno di Trapano, che è sempre attento a ogni minimo accenno di problema… è un eminenza grigia, a cui non sfugge niente.
Lo spettacolo è stato di tutto il teatro, il pubblico ha partecipato per lei, Francesca, e per un’Erodiade che forse diventa minore, perché lei è viva, brava e drammaticamente protagonista di sé stessa. E tutti si mettono in fila per andare da lei amici, personaggi e amanti del teatro. Sembra un ulteriore rappresentazione teatrale di sontuosa bellezza, tanto coinvolgimento di gente in fila per renderle omaggio. Che grande attrice, oggi lascia il teatro.









