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News Adnkronos

‘Pazienti a bordo – Vela rosa’, pazienti in navigazione per la salute psiconcologica

martedì, 1 Aprile 2025
Adnkronosdi Adnkronos
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    (Adnkronos) –
    Il mare e la navigazione come metafore del percorso di malattia. E’ questa la visione dietro ‘Pazienti a bordo – Vela rosa’, il progetto ideato da We Will Care, associazione senza scopo di lucro dedicata alla salute psiconcologica. Stress e infiammazione sono fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo e alla progressione dei tumori, ridurli significa migliorare la salute sia fisica che psicologica. Per questo la onlus ha lanciato la call per reclutare 75 pazienti pronte a intraprendere un’avventura di 7 giorni in cui prenderanno lezioni di vela e svolgeranno psicoterapia di gruppo, nella meravigliosa cornice incontaminata dell’Isola di Caprera. L’iniziativa – che si svolgerà in 5 diverse settimane, dal 17 maggio all’11 ottobre – prevede una full immersion tra pazienti, psicoterapeuti e insegnanti di vela, con l’obiettivo di allenare le risorse psicofisiche di ogni persona e di facilitare un ascolto profondo delle sue emozioni, agevolando lo sviluppo di una maggiore consapevolezza di sé. 

    “L’idea nasce dall’associazione metaforica tra navigazione e malattia – spiega Gabriella Pravettoni, professoressa ordinaria di psicologia, Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia, Università degli Studi di Milano e direttore Divisione di Psiconcologia, Istituto europeo di oncologia (Ieo) Irccs di Milano – Da un punto di vista simbolico, infatti, la difficoltà di manovrare, timonare e regolare le vele in condizioni di vento e mare sfavorevoli rispecchia quella di gestire la vita dopo una diagnosi di malattia oncologica, in cui il quotidiano cambia e anche vivere la routine può diventare una sfida, proprio come aggirare gli scogli. Imparare a navigare in mare è quindi simbolico per queste donne, che devono cercare la rotta adeguata per arrivare a destinazione, che sia la guarigione o la cronicizzazione della patologia. Da un punto di vista psicofisico – aggiunge – questa attività richiede la messa in gioco di risorse fisiche e psicologiche che molto spesso le pazienti pensano di non possedere più, e che invece sono lì, in attesa di essere stimolate. Le partecipanti lavoreranno sia su aspetti psicologici individuali che di gruppo, perché dovranno collaborare tra loro come un equipaggio, e lavorare quindi sia nel sé che nelle relazioni. Navigare, poi, impone un ascolto profondo di se stessi e permette di sviluppare un maggiore consapevolezza”. 

    L’esperienza prevede lezioni teoriche di navigazione a vela ogni mattina, a seguire 2 ore di psicoterapia di gruppo e, nel pomeriggio, l’uscita in barca. Il contatto con la natura sarà preponderante: le sistemazioni per la notte saranno sull’isola e quasi ‘selvagge’, con ridotti servizi e comodità. Pranzo e cena si svolgeranno in una zona comune condivisa con altri allievi della scuola di vela. L’invito è rivolto a tutte le donne pazienti oncologiche – qualsiasi sia la diagnosi – maggiorenni, senza esperienza in barca, in grado di nuotare e che abbiano già portato a termine (quando previste) le chemioterapie. Altre tipologie di trattamenti non sono un ostacolo alla partecipazione al viaggio.  

    L’esperienza, quest’anno, avrà anche un importante risvolto scientifico. “Un aspetto importante del progetto riguarda lo stress che le pazienti sperimentano – sottolinea Ketti Mazzocco, professoressa associata di psicologia, Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia, Università degli Studi di Milano e psiconcologa presso l’Ieo – Inquinamento, alimentazione, vita frenetica, relazioni sociali, eventi stressanti attivano infatti una risposta di stress che alimenta l’infiammazione e nel lungo periodo contribuisce allo sviluppo di malattie. Durante questa edizione valuteremo come l’esperienza in barca, unitamente alla psicoterapia, influisce sull’infiammazione cronica, attraverso un’analisi del sangue, prima e dopo il viaggio. Il connubio tra psicoterapia e natura – chiarisce -si pone l’obiettivo di ridurre la risposta di stress e l’infiammazione di basso grado, diminuendo il rischio di sviluppare malattie oncologiche e la loro progressione. Lo scopo delle sistemazioni spartane e della vita ‘isolana’ è proprio quello di godere appieno dell’esperienza autentica di un ambiente incontaminato, stimolando le risorse personali di ogni paziente, perché possano emergere nuove risorse e capacità”. 

    Pazienti a bordo – Vela rosa è un progetto
    nato in collaborazione con il Centro velico Caprera, che offre spazi e istruttori, e Fondazione Prosolidar, che contribuisce con un finanziamento volto a coprire parte dei costi dell’iniziativa. Maggiori informazioni su wewillcare.it/pazienti-a-bordo; per candidarsi è possibile scrivere a info@wewillcare.it. 

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