Ecco spiegato il Nono Arcano Maggiore: “L’Eremita”

lunedì, 7 Aprile 2025
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Ed eccoci arrivati all’arcano più saggio e silente di tutti i maggiori. Raffigurato come un vecchio – ma qui la vecchiaia è solo metafora – l’uomo avanza con estrema circospezione. Con la sinistra impugna un nodoso bastone e con la destra una lanterna, destinata a illuminare non solo il suo cammino, ma anche quello di chi lo segue. Può ricordare le parole di Stazio a Virgilio, nella Commedia di Dante: ‘Facesti come quei che va di notte, e porta il lume seco e sé non giova ma dopo sé fa le persone dotte’.

Ma il nostro Eremita, pur avanzando nella notte con la sua lanterna e illuminando generosamente il percorso di chi lo segue, illumina anche se stesso. Ci viene offerta qui una pregnante immagine dell’uomo consapevole.

Di chi, per un certo tempo, ha preferito silenzio e isolamento, location imprescindibili per chi voglia allargare il campo della coscienza, del saggio sentire, dell’accettazione profonda. È l’uomo che ha smesso di raccontarsi menzogne circa ciò che è, che è stato e che desidera essere. Quello che ha profondamente scandagliato le acque caotiche del suo passato, al fine di purificare quelle del suo futuro. È il sereno accompagnatore degli studi profondi, è colui che poco si cura dell’apparenza e del fugace luccichìo dei beni terreni. È il grande saggio, il maestro non ornato di targhe e onorificenze. È l’assiduo ricercatore della verità, circa la quale ha un fiuto infallibile. Amico dell’oscurità e dell’inverno, poiché ciò che è fermo e silente non perturba i viaggi profondi dello spirito, è però del tutto estraneo al concetto di ‘tenebra’ con tutto quello ch’essa evoca di pericoloso, insidioso e spesso malefico. La sua è un’oscurità amica dell’uomo, che lui soccorre e illumina con la calda fiammella della sua lampada perenne.

Forest of enchantment – IX The hermit

Nel mazzo fantasy ‘Forest of enchantment’ viene addirittura raffigurato come un simpatico tasso, che ha allestito il suo ‘buen retiro’ nel cavo di una quercia, dove addirittura brilla l’accogliente fiamma di un caminetto acceso. Su un tavolinetto accanto alla sua confortevole poltrona ci sono libri sia aperti che chiusi. E il padrone di casa gira il capo verso di noi con espressione accogliente, quasi invitandoci a entrare.

Non si tratta solo di divertita variazione sul tema. L’Eremita è sì solitario, ma non sociopatico. Anzi. Nel suo profondo lavoro di allargamento di coscienza, di attento esploratore di sotterranei, abissi e tortuosità del nostro percorso di mortali, egli svolge un lavoro in certo senso umanitario, per nulla egoico né avaro. La luce della sua coraggiosa lanterna rischiara non solo il suo, di cammino, ma anche – o forse soprattutto – quello di chi lo segue.

E passiamo a descrivere – per sommi capi, ovviamente – ciò che la sua comparsa in una stesura annuncia al richiedente.

Se la domanda verte su argomento saldamente abbarbicato alla terra – affari, finanze, stato psicofisico del consultante – ci indica senz’altro un periodo dove la continenza, la cautela, il procedere a minimi passi sono essenziali. I risultati positivi sono inclusi nella carta, ma a lunga scadenza e purché ci si tenga alla larga da passi avventati, azzardi, scorciatoie. È carta sommamente beneaugurante se la domanda concerne gli esiti di lunghi percorsi di studio, a qualunque campo si faccia riferimento. Circa le finanze, la carta raccomanda di tirare i remi un barca, perché non ci si possono aspettare esiti fortunati a breve termine. Se si deve investire, meglio farlo in titoli sicuri o in beni immobili. La salute di chi consulta può non apparire al top, ma per lo più si tratta di affaticamento dovuto a un recente periodo di abuso di forze.

Il consiglio è di rientrare in se stessi e ripristinare il proprio equilibrio con l’ausilio, magari, di pratiche meditative, o con lo yoga, o più semplicemente dialogando seriamente con se stessi in una stanza tranquilla, con telefoni e PC spenti e nessuno in casa che spezzi la serena magìa di questo colloquio.

Circa il piano affettivo, la carta segnala una temporanea chiusura del richiedente verso lo slancio, l’azzardo, la temerarietà che l’amore sempre richiede. Tutto quel che concerne un serio fidanzamento, o un matrimonio, dovrà per il momento essere rinviato. Le energìe del consultante – e non certo per cattiva volontà – sono al momento tutte introspettive e dedicate all’esplorazione del sé. Ecco che potrà apparire freddo, distante. Ma le ragioni non sono egoistiche, o da attribuirsi a carenza emotiva. E’ solo che, al momento, egli è impegnato in tutt’altro viaggio. Bisognerà aspettare…

Ben diversi, ovviamente, i significati della carta quando appare in posizione Ombra. Ecco allora che il fertile ritiro, il silenzio, la meditazione, il distacco si tramutano in sterilità, introversione malata, timore esagerato del coinvolgimento, eccesso di prudenza e autodifesa. In alcuni casi la carta al negativo può parlarci di avarizia, o di ipocondrìa. Nei casi estremi si percepisce il genere umano come pericoloso, quasi infetto e se ne teme il contagio. Ci si sente sfortunati, e così facendo lo si diventa. Stasi, inazione, inibizione.

Ma fortunatamente gli estremi sono rari, e per lo più il cauto e profondo eremita è apportatore di conoscenza e di bene.

The Urban Tarot – The Hermit

Ed ecco come Scott nei suoi particolarissimi ‘Urban Tarot’ immagina l’Arcano Maggiore numero IX: un homeless newyorkese. Per nulla infelice, si direbbe, ma assorto in se stesso e colto nell’atto di accendersi un mozzicone di sigaretta raccattato per strada. Non sembra affatto interessato ai passanti, e ha tutta l’aria di bastare a se stesso, di trovarsi a suo perfetto agio in una condizione che tutto il mondo giudica deprecabile.

“Tutti i problemi dell’umanità derivano dall’incapacità dell’uomo di stare seduto in silenzio in una stanza da solo ” scrisse Pascal nel ‘600. E chissà, magari nella sua filosofica mente si aggirava, mentre lo pensava, l’intabarrato fantasma del nostro savio Eremita.

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