A Firenze prende vita un nuovo polo d’eccellenza per lo studio e la conservazione del patrimonio culturale: l’E-RIHS ERIC, la European Research Infrastructure for Heritage Science. Il centro, con sede negli spazi rigenerati dell’ex Manifattura Tabacchi, nasce con l’obiettivo di garantire un futuro alle opere d’arte e ai reperti archeologici, unendo scienza, tecnologia e cultura.
Un’infrastruttura europea al servizio del patrimonio
L’Italia, capofila del progetto, guida questa iniziativa che coinvolge 11 paesi fondatori e una vasta rete di università, centri di ricerca, musei, archivi e laboratori di restauro. L’idea è chiara: offrire accesso gratuito a strumenti avanzati per progetti selezionati a livello europeo, promuovendo la ricerca interdisciplinare. Il centro metterà a disposizione tecnologie all’avanguardia, come la diagnostica non invasiva, il remote sensing, la digitalizzazione 3D e l’analisi dei materiali, insieme a banche dati e consulenze scientifiche.
Dalla ricerca alla formazione
Oltre alla ricerca, l’E-RIHS ERIC punta anche sulla formazione. Attraverso la HS Academy, offrirà percorsi specializzati per preparare i professionisti del futuro nel campo delle scienze del patrimonio culturale. Un’iniziativa strategica per creare nuove competenze e affrontare le sfide della conservazione con strumenti sempre più innovativi.
Dall’arte antica alla tecnologia avanzata
Il centro ha già contribuito a importanti progetti: dalle analisi sul Papiro di Kha del Museo Egizio di Torino, alla digitalizzazione dei mosaici aztechi del Museo delle Civiltà di Roma, fino agli studi sulle tecniche pittoriche di Giorgio Morandi e Andrea Solario e alle ricerche sulla pittura murale etrusca di Tarquinia. Ogni indagine è frutto di un lavoro collettivo, in cui le competenze scientifiche e tecnologiche si intrecciano per proteggere e valorizzare il patrimonio culturale.
Un nuovo modello di ricerca europeo
Con il sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca, del CNR e della Fondazione CR Firenze, l’E-RIHS ERIC si candida a diventare un punto di riferimento internazionale. “Promuoviamo una vera e propria rivoluzione, che unisce scienza, tecnologia e cultura”, ha dichiarato il Ministro Anna Maria Bernini durante la presentazione del progetto.
Un passo avanti decisivo per la tutela del nostro passato, che grazie alla ricerca può continuare a vivere nel futuro.



