MO, faccia a faccia Usa e Israele: preoccupa l’Iran e il nucleare. Ecco perchè

martedì, 8 Aprile 2025
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Mentre l’economia mondiale cala a picco e Wall Street lancia l’allarme innescato alle borse mondiali letteralmente sottosopra in seguito alla politica dei dazi a stelle e strisce, Trump convoca a Washington il presidente israeliano Benjamin Netanyahu. Un gesto questo che in ambito diplomatico è stato interpretato come il segnale di una disponibilità a negoziare nuove intese. Primo tra tutti dall’incontro alla Casa Bianca è emerso che Israele libererà il deficit commerciale con gli Stati Uniti. In primo luogo per le importazioni da Israele, per le quali è stata preannunciata una tassazione del 17 per cento che secondo il governatore della Banca d’Israele Amir Yaron avrebbe ripercussioni negative, ma decisamente contenute. Grande calore e amicizia è stata espressa da Trump al presidente israeliano, lo ha accolto annullando una conferenza stampa in programma e precedendo il colloquio con una dichiarazione di sostegno alle forze armate israeliane dicendo di essere il miglior presidente per Israele. Questa seconda visita di Netanyahu dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, ad un anno e mezzo dall’attacco di Hamas, dopo il fallimento della tregua e la ripresa dei raid contro i palestinesi, è stata l’occasione per il presidente americano di annunciare che sabato Washington inizierà colloqui diretti con l’Iran per un nuovo accordo sul nucleare. Il colloquio è stato proficuo e diretto all’obbiettivo comune di una pace da entrambi i fronti anche se preoccupa il fronte iraniano legato al nucleare, nei giorni precedenti Trump aveva avvertito per mezzo di un’intervista all’NBC che se Teheran non accetta un accordo per contenere il suo programma nucleare ci saranno bombardamenti senza precedenti. Netanyahu si è detto favorevole ad una soluzione diplomatica sul modello della Libia ma ha anche ribadito che non deve essere permesso all’Iran di avere l’arma nucleare. Sul fronte Gaza la priorità rimane la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Il tycoon ha infine lodato “avveniristico immobiliare”, una “scelta per i palestinesi” anche secondo Nethanyau.

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