Hanno cominciato gli Usa con dazi sulle merci cinesi del 34%. Poi, la Cina a sua volta ha applicato dazi alle merci degli Stati Uniti di pari percentuale. A quel punto Washington ha portato i dazi alle merci cinesi al 104%. La Cina quindi ha portato i dazi sulle merci americane all’84% e gli Usa hanno portato i dazi sulle merci cinesi al 125%.
Una vera e propria escalation!
Ora l’obiettivo di Trump nella guerra commerciale è diventato abbastanza chiaro: bastonare la sola Repubblica Popolare Cinese. Tanto è vero che Trump ha sospeso per 90 giorni i dazi a tutti gli altri paesi fissandoli ad un modesto 10%. E’ diventata, altresì, molto chiara la posizione del Partito Comunista Cinese, che ha deciso di andare al “muro contro muro” con gli Usa. La cosa che preoccupa di più è quanto dichiarato dalle autorità cinesi: “Vinceremo noi la guerra commerciale, combatteremo fino alla fine”. La linea dura di Pechino ha confermato ciò che aveva paventato l’Economist, che nei giorni scorsi aveva titolato: “Perché la Cina pensa di poter vincere una guerra commerciale con Trump”. In concreto, quali potrebbero essere le armi di Pechino?
Tanto per cominciare è evidente che la guerra commerciale tra Usa e Cina Popolare porterà ad un disaccoppiamento tra le due grandi economie. E’ inevitabile. E qui la Cina può fare veramente male agli Usa, che per anni hanno delocalizzato la loro produzione industriale in Cina. I cinesi potrebbero infatti colpire i servizi e la proprietà intellettuale americana, fino a rivedere l’accesso a studi legali e società di consulenza a stelle e strisce.
La Cina Popolare potrebbe inoltre sospendere la cooperazione sul fentanyl e vietare le importazioni di prodotti agricoli statunitensi.
Ma, l’arma davvero letale è la seguente: secondo Soochow Securities, la Cina potrebbe rispondere ai dazi di Trump tagliando le tariffe verso il resto del mondo e aumentando i sussidi alle esportazioni. Il risultato? Un’ondata inarrestabile di merci a prezzi ribassati potrebbe travolgere i mercati globali, a partire dal mercato europeo. A quel punto i cinesi, proprio come recita il proverbio, potrebbero sedersi tranquillamente sulla riva del fiume in attesa che passi il cadavere del loro nemico americano. Gli Stati Uniti si troverebbero presto con un numero astronomico di disoccupati e di aziende in decozione/fallimento, mentre la Cina Popolare affronterebbe semplicemente un periodo di piccoli sacrifici, cosa che i cinesi sono abituati a fare da secoli.
In tutti i casi l’Europa sarebbe travolta e spazzata via dal novero delle economie più importanti del mondo. Benvenuti nel mondo delle tre superpotenze 2.0, con Cina, Russia e Stati Uniti a farla da padroni.



