Il Leone d’Oro alla carriera della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre 2025) sarà conferito al grande regista e sceneggiatore tedesco Werner Herzog, uno dei cineasti più influenti e visionari del nostro tempo.
La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, accogliendo la proposta del direttore artistico Alberto Barbera. Herzog, nell’accettare il riconoscimento, ha dichiarato con il suo consueto tono schietto e poetico:
“Sono profondamente onorato di ricevere il Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Ho sempre cercato di essere un Buon Soldato del Cinema e questa mi sembra una medaglia per il mio lavoro. Grazie. Tuttavia non mi sono ancora ritirato. Lavoro come sempre.”
Un instancabile esploratore dell’immaginario
A 82 anni, Herzog è tutt’altro che prossimo al ritiro. L’autore di capolavori come Aguirre, furore di Dio (1972), Fitzcarraldo (1982), Grizzly Man (2005) e Cave of Forgotten Dreams (2010), continua a lavorare senza sosta: ha appena terminato in Africa il documentario Ghost Elephants, è impegnato in Irlanda sul set del nuovo lungometraggio Bucking Fastard, sta realizzando un film d’animazione tratto dal suo romanzo The Twilight World, e presto presterà la voce a un personaggio del prossimo film animato di Bong Joon-ho.
Una biografia fuori dal comune
Nato a Monaco di Baviera nel 1942, Herzog è cresciuto in una valle remota, lontano da ogni tecnologia: ha visto il suo primo film solo dopo gli undici anni, ha fatto la sua prima telefonata a diciassette e ha girato il primo film a diciannove. Per finanziare i suoi primi progetti, lavorava di notte come saldatore in un’acciaieria durante gli anni del liceo.
La sua carriera è segnata da un desiderio feroce di indipendenza creativa e da un’inarrestabile spinta verso l’ignoto, spesso raccontato nei suoi film attraverso figure di eroi visionari e ossessionati. In Fitzcarraldo, ad esempio, fece realmente trasportare un piroscafo su una montagna nella giungla amazzonica, simbolo perfetto della sua estetica del limite.
Oltre il cinema
Herzog ha diretto oltre 70 film tra fiction e documentari, ha scritto poesie e romanzi, tra cui Of Walking in Ice, Conquest of the Useless e The Twilight World. Ha curato regie liriche nei più prestigiosi teatri del mondo – tra cui Bayreuth e la Scala di Milano – e ha anche recitato in produzioni cinematografiche e televisive, da Jack Reacher a The Mandalorian, fino a una comparsa ne I Simpson.
Nel 2009 ha fondato la Rogue Film School, una “scuola di cinema ribelle” alternativa ai tradizionali metodi accademici, fondata sull’idea che il cinema si impari vivendo, rischiando e creando in prima persona.
Un riconoscimento al genio e alla tenacia
Il Leone d’Oro alla carriera a Werner Herzog celebra non solo un grande autore, ma anche un testimone lucido e radicale del nostro tempo, capace di attraversare generi, culture e linguaggi con una voce unica. Un “buon soldato del cinema”, come lui stesso si definisce, che continua a inseguire visioni, ovunque esse lo conducano.



