Sono in corso i negoziati tra Usa e Iran sul nucleare iraniano e l’incontro tra le parti si è svolto sabato 12 aprile in Oman. Il colloquio tra la delegazione americana e quella iraniana sono avvenuti in forma separata, con il rappresentante omanita, che riceveva prima l’una e poi l’altra delegazione. Ma, al termine del colloquio, che è stato definito “molto positivo”, l’inviato speciale Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e l’inviato iraniano, Abbas Aragchi, si sono scambiati qualche parola all’uscita. Questo è un episodio storico: americani e iraniani non si parlavano da anni, in pratica dai negoziati sul nucleare di Obama. Il secondo round dei negoziati si sarebbe dovuto tenere a Roma il 19 aprile, ma non sarà così. Le parti si incontreranno di nuovo a Mascate in Oman. Ma è bene non farsi illusioni: le posizioni delle due parti sono distanti anni luce. Gli Usa pretendono come condizione di partenza l’abbandono da parte di Teheran della tecnologia nucleare, sia per uso civile, sia per uso militare. Ma l’Iran, che ha sempre affermato di non possedere armi atomiche, pretende quale contropartita la denuclearizzazione anche di Israele. Gli iraniani, poi, non si fidano per niente degli Stati Uniti, tantomeno di Donald Trump. Fu infatti proprio quest’ultimo a stracciare l’accordo sul nucleare iraniano, sottoscritto dal suo predecessore Barack Obama. Gli iraniani, infine, non sono minimamente disposti a discutere di eliminazione della tecnologia missilistica e militare in genere, ma soltanto di tecnologia nucleare. Se gli americani mettessero sul tavolo dei negoziati la tecnologia missilistica iraniana, i funzionari di Teheran si ritirerebbero immediatamente dalle trattative. In una simile ipotesi, la parola passerebbe presto alle armi. Già attualmente Israele sta facendo pressioni su Trump affinché provveda a bombardare e distruggere i siti di ricerca nucleare iraniana. Se scoppiasse una guerra del genere tra Usa e Iran, incendierebbe immediatamente tutto il Medio Oriente. E dal Medio Oriente la guerra si espanderebbe in un baleno al resto del mondo. In realtà questi negoziati Usa-Iran rappresentano un ultimo, disperato tentativo di evitare una conflagrazione globale, che diventa di settimana in settimana sempre più probabile. In questi difficili negoziati si inserisce poi un vero e proprio giallo internazionale. Perché era stata scelta la sede di Roma per la prosecuzione dei negoziati e la decisione è stata poi annullata? Perché le parti si incontreranno di nuovo a Mascate in Oman? Forse perché, come ebbe a dichiarare il giornalista israeliano Ronen Bergman su Il Foglio il 16 giugno 2023, le aziende italiane hanno collaborato al progetto nucleare iraniano. Per questa ragione il Mossad ha collaborato con i servizi italiani per ottenere maggiori informazioni sul programma nucleare iraniano.



