La Donna Vitruviana prende vita: l’arte totale di Francesca Chialà tra corpo, suono e poesia

sabato, 19 Aprile 2025
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La Donna Vitruviana dell’artista Francesca Chialà é andata in scena con una performance artistica che ha intrecciato arti visive e marziali, poesia e vocal painting in un’esperienza immersiva e collettiva.

Nel cuore di Roma, all’interno della storica Fondazione Marco Besso – custode di rari testi leonardeschi sulla pittura e le proporzioni anatomiche – La Donna Vitruviana, inaugurata all’Arsenale di Venezia durante la Biennale d’Arte, si è trasformata da scultura mosaico a corpo vivo, da immagine a voce che risuona. Un’icona del Rinascimento si è fusa con il linguaggio audace della Pop Art contemporanea.

La Chialà ha presentato la sua scultura mosaico in una nuova, sorprendente veste durante la performance artistica. L’opera è stata rivisitata in chiave Pop, ispirandosi al celebre ciclo di Andy Warhol dedicato a Marilyn Monroe. La Donna Vitruviana è stata moltiplicata in una sequenza cromatica esplosiva, giocando sui contrasti e le ripetizioni tipiche della Pop Art per riflettere l’universalità e la molteplicità del femminile contemporaneo.

Un’interpretazione visiva potente e ironica, che dialoga con il mito e lo desacralizza, proprio come Warhol aveva fatto con le icone della cultura pop. In questa nuova versione, la Donna Vitruviana diventa un simbolo collettivo, replicato e reimmaginato, per raccontare non una, ma mille donne diverse, forti, fragili, luminose e illuminanti. Una rivisitazione profonda del concetto di femminile, inteso non più come semplice questione di genere, ma come una qualità dell’essere da coltivare in ogni essere umano: sensibilità, intuizione, forza creatrice, accoglienza e trasformazione.

Ispirata al famoso disegno di Leonardo, La Donna Vitruviana è il simbolo di un nuovo equilibrio tra corpo, spirito e pianeta, ospite a Roma della Biennale dell’Antropocene che fa dialogare Arte e Scienza per immaginare innovativi sentieri di convivenza con la Terra.

Il celebre poeta Davide Rondoni ha dedicato alla Donna Vitruviana una poesia originale, intessuta di forza ancestrale e dolcezza feroce, che è stata declamata dalla Chialà durante la performance artistica.

La Donna Vitruviana rappresenta un potente simbolo di integrazione degli opposti, di equilibrio tra oriente e occidente, tra arte e responsabilità. La poesia di Rondoni ne coglie l’anima, con versi che esplorano la tensione tra luce e ferita, tra dono e peso, tra il gesto dell’arte e il mistero dell’essere. La poesia ha preso vita anche attraverso il Vocal Painting, una forma di improvvisazione musicale guidata dalla voce, in cui il suono diventa estensione del gesto artistico.

Durante la performance la Donna Vitruviana non è restata immobile: è diventata voce tra le voci, corpo tra i corpi sonori, in un dialogo poetico e sensoriale con il Vocal Painting, le Arti Marziali e il gesto partecipato del pubblico. È diventata un’opera d’arte che respira, vibra, risponde.

A rendere possibile questo incontro tra materia e musica è stato l’Ensemble di Vocal Painting del Saint Louis College of Music, guidato dalla straordinaria Margherita Flore – docente di arrangiamento corale, produttrice musicale, pianista e arrangiatrice – che ha diretto una improvvisazione estemporanea costruita sulla tecnica delle circle songs. Questa performance, ispirata alla filosofia musicale dell’“Intelligent Choir” ideata da Jim Daus Hjernøe (Royal Academy of Music, Aarhus – Danimarca), ha trasformato la voce in gesto e il suono in materia viva.

La Donna Vitruviana non è stata solo osservata, ma ascoltata e agita, in un fluire continuo tra arte visiva e arte performativa. I suoi simboli, i suoi frammenti, le sue visioni hanno trovato eco nelle voci di Carmen Bonarrigo, Manuel Santillo, Daniele Miceli, Alice Favaro, Francesco Sacchini, Emily Castagna, Costance Moiret. Un ensemble di talenti che, sotto la direzione della Flore, hanno dato forma a un’opera collettiva irripetibile, in cui il suono accoglie e rifrange il mistero del femminile. Un’esperienza immersiva e multisensoriale, dove l’arte visiva si fa canto, e il canto si fa corpo.

Ma non solo. Il corpo è entrato in scena con la potenza armoniosa delle Arti Marziali, grazie all’eleganza della campionessa europea di Karate, Sofia Garofoli, che ha tradotto in gesto il coraggio, l’equilibrio e la disciplina del femminile che sa accogliere e difendere la Terra.

Al centro di questa potente azione performativa, la Donna Vitruviana ha  svelato il suo intento: un corpo al centro del cerchio e del quadrato, non più per dominare, ma per appartenere. Non un uomo che misura il mondo, ma una donna che lo abbraccia. Non una figura da misurare, ma una presenza da abbracciare.

Lo spazio scenico della Performance, dal titolo “Diventare Natura”, è stato arricchito dalle lunghe tele di Body Art che sono state dipinte durante l’inaugurazione della scultura mosaico all’Arsenale di Venezia.

E come in un rito collettivo, anche le persone sono state coinvolte dalla Performer. Il pubblico ha partecipato, ha respirato, ricreando il gesto dell’Albero dello Yoga, lo stesso presente nell’opera: un invito a radicarsi nella Terra e a tendere verso il cielo.

Con La Donna Vitruviana, Francesca Chialà non offre solo una visione artistica, ma un manifesto. È il cuore pulsante del movimento artistico La FESTA delle 7 ARTI, che unisce arte, sport e impegno civile per promuovere i Diritti Umani, Sociali e Ambientali.

È arte che si fa vita. Un’opera non si guarda soltanto: si ascolta, si attraversa, si vive. Un’arte che respira con il pubblico e si fa gesto condiviso per immaginare insieme un nuovo umanesimo, dove maschile e femminile, essere umano e natura, arte e vita si fondono in una visione più equa, poetica e inclusiva del mondo. Un invito a riconoscersi parte del tutto e a tornare a “diventare Natura”.

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