Chi è il cardinale Luis Antonio Tagle? Età, biografia e pensiero politico e sociale

martedì, 22 Aprile 2025
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The Vatican's Cardinal Pro-Prefect of the Dicastery for Evangelization, Luis Antonio Tagle, leads a Rosary prayer for the health of Pope Francis who is hospitalized the Agostino Gemelli Hospital to a respiratory tract infection, in Saint Peter's Square, Vatican City, 25 February 2025. ANSA/ANGELO CARCONI

Considerato da tempo tra i principali papabili, ovvero tra i cardinali più accreditati come possibili successori di Papa Francesco, il Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle è una delle figure di maggior rilievo e massimo esponente della nuova chiesa che guarda ad Oriente. Spesso definito l’“asiatico Francesco” per il suo stile pastorale aperto e dialogante, Tagle unisce una solida preparazione teologica a una forte attenzione alle tematiche sociali, ecologiche e missionarie.

In questa scheda approfondita scopriamo chi è il cardinale Tagle, qual è la sua età, il percorso biografico, la sua formazione, il rapporto con Papa Francesco e le sue posizioni sui principali temi religiosi, sociali e politici.

Chi è il cardinale Tagle? Età e biografia

Il cardinale Luis Antonio Gokim Tagle è nato a Manila, nelle Filippine, il 21 giugno 1957, e ha dunque 67 anni. Il nonno paterno apparteneva a una famiglia dell’alta borghesia filippina, mentre la nonna materna era di origine cinese, proveniente da una famiglia benestante immigrata nelle Filippine.
Conosciuto affettuosamente con il soprannome “Chito”, Tagle ha inizialmente intrapreso studi di medicina, prima di orientarsi alla vocazione sacerdotale, scelta che lui stesso ha raccontato come frutto di un “scherzo di Dio” capace di cambiare il corso della sua vita.

Ordinato sacerdote nel 1982 per l’Arcidiocesi di Manila, ha subito assunto incarichi nella formazione dei futuri sacerdoti come direttore spirituale e poi rettore del seminario locale. La sua carriera ecclesiastica lo ha portato a diventare vescovo di Imus nel 2001, arcivescovo di Manila nel 2011 su nomina di Benedetto XVI, e cardinale nel 2012.

Nel 2019, Papa Francesco lo ha voluto a Roma come prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (oggi Dicastero per l’Evangelizzazione). Nel 2020 il pontefice lo ha elevato al rango di cardinale-vescovo, il più alto nel Collegio cardinalizio, segnale interpretato da molti come un eventuale indicazione per il futuro del papato.

La formazione religiosa del cardinale Tagle

La formazione del cardinale Tagle è fortemente segnata dall’influenza dei gesuiti, lo stesso ordine di Papa Francesco, che hanno contribuito a plasmare il suo pensiero e il suo approccio pastorale. Ha studiato presso il Seminario San José e poi all’Ateneo de Manila University, ottenendo la laurea e il master.

Inviato negli Stati Uniti dal suo vescovo, ha completato la sua formazione alla Catholic University of America, conseguendo la licenza e il dottorato in teologia. La sua tesi, dedicata alla collegialità episcopale nella prassi e nella dottrina di Paolo VI, è stata supervisionata dal noto teologo Joseph Komonchak.

Questo percorso lo ha portato a entrare in contatto con la cosiddetta Scuola di Bologna, che interpreta il Concilio Vaticano II come una svolta, una rottura rispetto alla Chiesa pre-conciliare. Per quindici anni Tagle ha partecipato al comitato editoriale del progetto di ricerca History of Vatican II, diretto da Giuseppe Alberigo. Questa impostazione ha profondamente influenzato la sua visione ecclesiologica, caratterizzata da una forte attenzione alla collegialità episcopale, alla dimensione sinodale e all’apertura al dialogo.

Il rapporto del cardinale Tagle con Papa Francesco

Fin dall’inizio del pontificato, il cardinale Tagle è stato considerato uno dei più fedeli interpreti e sostenitori della visione di Papa Francesco, tanto da essere soprannominato l’“asiatico Francesco”. Il pontefice argentino ha voluto Tagle a Roma, affidandogli il delicato compito di guidare la missione evangelizzatrice della Chiesa universale.
Tagle stesso ha riconosciuto questa sintonia, affermando che molte delle idee e delle scelte pastorali di Papa Francesco riflettono ciò che lui aveva sempre creduto e tentato di mettere in pratica, anche se non sempre era riuscito a esprimerle pienamente.

Il giornalista John Allen lo ha descritto come l’“Asian Pope Francis”, mentre il suo relatore di dottorato Komonchak ha affermato che Tagle, per certi versi, «è stato un Francesco prima di Francesco». Questo stretto legame con Bergoglio ha fatto sì che il suo nome circolasse a lungo tra i possibili candidati alla successione papale e tutto ciò ha preso ancor maggiore forza dopo la morte del pontefice. Gli stessi scommettitori lo indicano come grande favorito.

Il pensiero religioso, sociale  e politico del cardinale Tagle

Il pensiero di Luis Antonio Tagle si distingue per uno stile pastorale inclusivo, dialogante e attento alle periferie, con una forte enfasi sui temi della giustizia sociale, della misericordia e dell’ecologia integrale, in linea con l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

Sulle questioni morali, Tagle ha spesso mantenuto posizioni sfumate, cercando di evitare giudizi rigidi e preferendo un approccio basato sul discernimento personale e pastorale. Ha criticato la legge filippina sulla salute riproduttiva che promuoveva contraccezione e politiche anti-familiari, ma con toni meno duri rispetto ad altri vescovi locali. Si è sempre dichiarato contrario ad aborto ed eutanasia, ma ha aperto alla possibilità di valutare caso per caso situazioni complesse come quella dei divorziati risposati o delle coppie conviventi senza matrimonio sacramentale.

Sul tema dell’omosessualità, Tagle ha scelto un linguaggio prudente e rispettoso, opponendosi all’uso di espressioni troppo dure o punitive nei confronti delle persone LGBTQ+. Ha ribadito la necessità per la Chiesa di “rileggere” l’insegnamento sulla misericordia alla luce delle trasformazioni culturali e sociali. Sebbene non si sia espresso ufficialmente sulla dichiarazione Fiducia Supplicans, che apre alla possibilità di benedizioni per le coppie omosessuali, il gruppo New Ways Ministry lo ha indicato come uno dei cardinali più attenti e positivi verso la comunità LGBTQ+.

Anche sul celibato sacerdotale, il cardinale Tagle ha invocato una discussione aperta e senza pregiudizi, definendolo una questione che necessita di una riflessione serena e completa. Non ha preso posizione netta sull’ordinazione femminile al diaconato, ma ha partecipato alla commissione vaticana che ha confermato l’esistenza storica delle diaconesse, senza però equipararle ai diaconi maschi.

Sostenitore del percorso verso una Chiesa sinodale, Tagle ha anche difeso l’accordo tra la Santa Sede e la Cina per la nomina dei vescovi, ritenendolo uno strumento utile per preservare la successione apostolica e il legame con il Papa, nonostante le critiche di chi vede in questo accordo una resa politica di fronte alle autorità cinesi.

Sul piano politico e sociale, Tagle ha condannato con fermezza la violenza delle esecuzioni extragiudiziali nelle campagne antidroga del presidente Rodrigo Duterte nelle Filippine, promuovendo iniziative di preghiera per le vittime e chiedendo ai fedeli di scegliere leader guidati dal rispetto per la dignità umana e per il bene comune. Da sempre attento alle tematiche ambientali, ha partecipato attivamente alla promozione dell’enciclica Laudato Si’ e alla discussa cerimonia con i simboli amazzonici della Pachamama nei Giardini Vaticani nel 2019.

 

La sua scelta sarebbe sicuramente nel segno della continuità con il pontificato di Francesco, i cui funerali si svolgeranno sabato 26 aprile con il Conclave che partirà tra il 5 e il 10 maggio.

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