Ci occupiamo oggi di un Arcano non troppo gradito ai cartomanti di buon cuore, che si augurano sempre e comunque di poter predire successo e rapida fortuna ai propri consultanti. Ma amatissimo invece dai maestri spirituali, dai giardinieri dell’anima, dai veri cultori dell’occulto. Si tratta del dodicesimo Arcano maggiore: l’Appeso. Più comunemente noto come l’Impiccato.

Enigmatico come tutti gli altri arcani maggiori, questo giovane signore appeso a testa in giù ci parla d’un ben strano impiccato. Innanzitutto osserviamone il viso: rilassato e per nulla sfigurato da smorfie di dolore come lo sarebbe quello di qualsiasi comune mortale costretto a questa forma di supplizio.
Rilassata anche la postura della gamba libera, incrociata dietro l’altra con mossa aggraziata, più da ballerino che da perseguitato dalla sorte.
Qual è dunque il significato allegorico della carta?
Innanzitutto – ed è chiarissimo – ci parla di un arresto dell’azione volontaria (mani legate dietro la schiena, corpo immobilizzato). Di un blocco, di una sospensione, di una scelta rimandata.
Ma ci parla anche di una NUOVA VISIONE. Il simpatico giovinetto appeso sembra infatti trovare un senso e quasi un divertimento in questa sua posizione capovolta, che, lo ripetiamo, non ha sentore di martirio. Parla, piuttosto, di un arrendersi non recalcitrante a situazione che non consente – per ora – un progredire.
Ci troviamo di fronte a un arcano di fede, di sacrificio consapevole, di prova anche dolorosa che non si respinge né si maledice, poiché se ne intuisce il senso profondo di acquisizione spirituale.
Diamo ora uno sguardo ai significati divinatori della carta.
Se riferita a questione che attiene al piano fisico (affari, finanze salute psicofisica del consultante) la carta ci parla di un momento di arresto, di blocco temporaneo nel progresso dei nostri affari che ci sarà però utilissimo per farci comprendere come ri-orientarli. E’ come se il comandante di una nave dei tempi andati, costretta ad arrestarsi per via di persistenti banchi di nebbia, avesse finalmente il tempo di accorgersi, studiando meglio le sue carte, d’un qualche errore di rotta, anche vistoso. E del come, una volta diradate le nebbie, gli sarà possibile correggerlo.
Circa le finanze, questo non è un periodo in ci sentiamo particolarmente interessati all’accumulo, al risparmio, ai buoni investimenti. Come bene esplicita l’Arcano XII nei Tarocchi di Wirth.
L’Appeso in questo mazzo ha addirittura due bei sacchi, capovolti, da cui fuoriescono rivoli di monete d’oro senza che lui ne appaia minimamente preoccupato.

‘…C’è un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttare via…’ ci avverte l’Ecclesiaste.
E par proprio che per il nostro Appeso sia arrivato ‘il tempo per buttare ‘.
Sul piano affettivo i significati sono vari. O si fa riferimento a una relazione squisitamente platonica, forse segreta, incomunicata e incomunicabile, oppure ci si riferisce a una separazione non definitiva, magari raggiunta di comune accordo o forse imposta dalle circostanze, ma in nessun caso dovuta a dissidio tra i partner. Per pronunciarsi sull’esito sarà opportuno uno studio accurato delle carte che circondano il nostro Appeso.
In posizione Ombra il significato ovviamente si complica e oscura. Ci parla sempre di rallentamento, di blocco, d’impossibilità di scelta. Ma questa volta l’Appeso si fa complice negativo delle circostanze. Indulge in atteggiamenti rinunciatari, procrastina, temporeggia, si scoraggia inutilmente, eccede in vittimismo, evade dal quotidiano a volte anche facendo ricorso ad alcool o droghe. Ci parla anche di prodigalità smodata, di quelle che fatalmente condurranno alla rovina e alla quale il consultante, anche se consapevole del pericolo, non riesce in alcun modo a porre freno
Su un piano più generale la carta al negativo può parlarci di intrighi, di un clima di menzogne che fanno velo a una chiara percezione da parte del consultante di qualsivoglia situazione.
Ma torniamo a uno dei significati più interessanti di questo Arcano: quello di una nuova visione.
Nel mazzo dei Tarocchi Zen di Osho, l’Arcano 12 non porta il nome di Impiccato, ma è stato addirittura ribattezzato ‘Nuova visione’.

Per il Maestro difatti il protagonista di questa carta è tutt’altro che ‘Appeso’.
Egli è pluridimensionale, moltiplicato e potentemente arricchito dall’esperienza di sospensione, scollamento e rinuncia alle acquisizioni puramente materiali che l’incarnazione terrena gli ha sciorinato davanti.
“Quando ti apri ai piani superiori – egli dice dell’Arcano XII – questi fluiscono immediatamente in te. Non sei più una persona comune, sei andato oltre. La tua intuizione diventa l’intuizione dell’intera esistenza. Ora non sei più fuori dal mondo, hai trovato le tue radici. La figura su questa carta rinasce, cresce dalle sue radici terrene e acquisisce ali per volare nell’infinito. Le forme geometriche attorno alla figura mostrano che molte dimensioni della vita sono disponibili per essa allo stesso tempo. Il quadrato rappresenta il fisico, il manifesto, il noto. Il cerchio rappresenta l’immanifesto, lo spirito, lo spazio puro. E il triangolo simboleggia la triplice natura dell’universo: il manifestato, l’immanifesto e l’essere umano, che contiene entrambi.
Ora ti è stata data l’opportunità di vedere la vita in tutte le sue dimensioni, dalle profondità alle vette. Esse coesistono, e quando impariamo dall’esperienza che abbiamo bisogno di oscurità e difficoltà tanto quanto di luce e leggerezza, allora otteniamo una visione del mondo completamente diversa. Permettendo a tutti i colori della vita di fluire in noi, diventiamo più completi“.



