Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ai microfoni de Lo Speciale ha affrontato alcuni dei temi più caldi del momento, dalla sicurezza digitale alle commemorazioni politiche, passando per le elezioni universitarie e il futuro del Conclave.
In occasione della presentazione delle liste di Azione Universitaria, Donzelli ha rivendicato il valore dell’impegno dei giovani nel mondo accademico, spesso oscurato da una narrazione parziale. “Porteranno i veri ragazzi che ci sono nelle università,” ha spiegato. “Troppo spesso gli studenti vengono raccontati come estremisti dei collettivi, quelli che impediscono a chiunque non la pensi come loro di parlare. Ma la verità è che ci sono tantissimi giovani che si occupano dei diritti degli studenti in modo concreto, che li rappresentano seriamente, che difendono il merito, gli appelli, la possibilità di migliorare davvero l’università.”
Donzelli sull’emergenza blackout spiega la linea di FDI
Sul fronte della sicurezza, Donzelli ha commentato l’allarme lanciato dopo il blackout che ha colpito la Penisola Iberica: “È un tema molto serio. L’Italia, per fortuna, parte da condizioni più favorevoli rispetto ad altri Paesi,” ha detto, sottolineando l’importanza di una visione strategica europea. “Quando si parla di investire in difesa, spesso si pensa solo ai carri armati. Ma quanto accaduto in Spagna conferma una nostra preoccupazione: l’Europa è vulnerabile sulle nuove frontiere. Parliamo di energia, di connessioni, di spazio. Sono ambiti strategici. Se domani qualcuno in Cina – e ha gli strumenti per farlo – taglia un cavo sottomarino, l’Europa potrebbe ritrovarsi in un blackout totale: energetico, digitale, bancario.” Una situazione estrema che, secondo Donzelli, richiede risposte immediate: “Serve investire sempre di più in ricerca e difesa. E quando diciamo ‘sicurezza’, non parliamo solo di proiettili o armi, ma anche di questi scenari.”
Il caso dei saluti romani alla commemorazione di Ramelli
Non poteva mancare un riferimento al caso Ramelli, tornato al centro del dibattito politico per le polemiche legate ad alcuni saluti romani durante la commemorazione: “Credo che le polemiche non aiutino nessuno. Sono sempre strumentali e faziose,” ha affermato Donzelli, che ha invitato a evitare doppi standard. “Quando si commemorano Fausto e Iaio, due ragazzi del Leoncavallo uccisi – probabilmente da estremisti di destra – noi non ci siamo mai permessi di giudicare come vengano ricordati. Non abbiamo mai usato quelle ricorrenze per criminalizzare chi li ricorda. Io personalmente non ho mai fatto il saluto romano, e non lo farei. Ma le nostre istituzioni hanno ricordato Sergio Ramelli in modo sobrio e istituzionale. Le polemiche su ‘come’ venga ricordato, piuttosto che su ‘perché’ è stato assassinato, le trovo profondamente strumentali.”
Il Conclave con i rumors su Zuppi
Infine, un passaggio sul Conclave, dopo la prima riunione per la sicurezza e i rumors sull’eventuale elezione del cardinale Zuppi: “Viviamo questa fase con grande senso di responsabilità, come governo, e ci assumiamo le nostre responsabilità anche per situazioni che non dipendono da noi, ma da congiunture internazionali o eredità passate. Detto questo, il Conclave non ci compete. Chi è credente lo attende con fede, chi non lo è con curiosità,” ha dichiarato Donzelli. “Io, da credente nella mia vita ma istituzionalmente laico, confido nello Spirito Santo. Inserire la politica in questo processo sarebbe inopportuno e privo di senso”, rispondendo così ai rumors pubblicati da Il fatto quotidiano su una premier Meloni preoccupata delle chance di Zuppi, da sempre vicino alla comunità di Sant’Egidio.
E sul nome fatto da Donald Trump per il futuro Papa, il cardinale Dolan vicino al tycoon, Donzelli ha replicato con pragmatismo: “Tra le cose su cui non abbiamo alcuna influenza – né noi, né gli editorialisti – ci sono due grandi elezioni: il Conclave e quella del presidente degli Stati Uniti. Gli americani scelgono il loro presidente, non tocca a noi giudicare se ci piaccia o meno. A noi spetta un’altra responsabilità: difendere l’Occidente e far sì che l’Europa collabori con gli Stati Uniti.”



