Dal punto di vista geopolitico, la regione montuosa del Jammu e Kashmir, a ridosso della catena himalayana, è uno dei punti caldi più pericolosi del mondo. La regione non è contesa soltanto dall’India e dal Pakistan, ma anche dalla Cina. Così, c’è un’area del Jammu e Kashmir, occupata dal Pakistan e rivendicata dall’India, un’altra occupata dall’India e rivendicata dal Pakistan e un’altra ancora occupata dall’India e rivendicata dalla Cina Popolare. Perché la regione asiatica è così importante? Innanzitutto perché il fiume Indo ha le sue sorgenti nell’area indocinese del Jammu e Kashmir, ma poi attraversa tutto il Pakistan ed è fondamentale per il sostegno dell’agricoltura pakistana. Inoltre, la regione, che è di notevole bellezza paesaggistica, attira molti visitatori e quindi rappresenta una risorsa dal punto di vista turistico. Infine, i paesi ai quali appartengono i passi montani possono controllare dall’alto le vie di comunicazione e i commerci. Il problema è che tutti e tre i paesi – Cina, India e Pakistan – che si contendono il Jammu e Kashmir, sono potenze nucleari. Purtroppo da anni nella regione contesa si verificano continui scontri transfrontalieri e la tensione non accenna a diminuire. Qualche giorno fa è esploso di nuovo lo scontro tra India e Pakistan. Il ministro della Difesa indiano ha intrapreso un’importante operazione militare, nome in codice Sindoor, che ha colpito le infrastrutture dei gruppi terroristici basati in Pakistan e nella regione del Jammu e Kashmir controllata dal Pakistan. L’operazione è stata una risposta all’attacco terroristico di Pahalgam del 22 aprile, effettuato nel Kashmir indiano, in cui sono morte 26 persone, tra le quali un cittadino nepalese. Secondo la versione indiana, la rappresaglia è stata precisa e moderata e ha preso di mira soltanto strutture collegate alla pianificazione di attacchi terroristici transfrontalieri. Il Pakistan dal canto suo ha denunciato gravi perdite. Secondo il ministero della Difesa pakistano gli attacchi aerei condotti dall’India avrebbero ucciso 26 persone e ferito almeno 46 persone. Islamabad ha anche affermato che i suoi sistemi di difesa anti aerea avrebbero abbattuto cinque jet da combattimento indiani oltre la linea di contatto. La speranza di tutti gli osservatori internazionali è che l’escalation tra India e Pakistan sia scongiurata e che le ostilità cessino immediatamente. Le conseguenze in caso contrario potrebbero essere davvero devastanti, dal momento che il conflitto potrebbe sfociare nell’utilizzo indiscriminato dell’arma atomica. Le recentissime dichiarazioni del ministro della Difesa pakistano, Khawaja Muhammad Asif, fanno ben sperare: Islamabad sarebbe pronta ad astenersi da un’ulteriore escalation militare, qualora l’India avesse cessato le sue azioni aggressive, sottolineando che il Pakistan non vuole la guerra.
India e Pakistan in guerra. Tra i due litiganti la Cina gode
Articoli correlati
mercoledì, 21 Ottobre 2026
Scontri Milano, il Gip parla chiaro: “Era euforia da saccheggio non gesto politico”
