Ve lo immaginate un Papa che si prende in giro da sé davanti a un campione sportivo? Certo che no. Ma, leggendo l’odierno corsivo di Massimo Gramellini sul “Corriere della Sera”, è esattamente questo ciò che si capisce.
Il sapido corsivista, oggi in versione buonista, parla del numero uno del tennis mondiale, Jannik Sinner, ricevuto ieri in Vaticano da Papa Leone XIV. Ecco come Gramellini descrive la scena clou dell’incontro, quella trasmessa da tutti i telegiornali: «…Quando poi Sinner ha allungato una racchetta al Papa e gli ha proposto di tirare due colpi, direttamente lì, sotto i lampadari del salone dei ricevimenti, Leone si è “schernito” (le virgolette sono nostre n.d.r.) con una battuta che tradiva il suo imbarazzo».
Ora, a parte il fatto che Papa Prevost non sembrava per nulla imbarazzato e a parte anche che il pur formidabile Jannik si è dimostrato in questa circostanza un perfetto cafone (davanti a un Pontefice si tiene ben altro contegno), a parte tutto questo, l’editorialista del “Corriere” ha commesso un errore madornale: per esprimere il concetto che presumibilmente aveva in mente, doveva scrivere si è “schermito” (che vuol dire proteggersi in una situazione leggermente imbarazzante) e ha invece scritto si è “schernito” (che vuol dire invece farsi beffe di sé stessi, come chi va davanti a uno specchio per farsi la linguaccia o altre smorfie, appunto, di scherno).
Voi direte: «Che fai il pignolo? Capita a tutti di sbagliare, o no?». Giusto, ma quando vedi un ironico censore degli errori altrui (e, guarda caso, le sue censure sono sempre a senso unico, cioè rivolte contro la destra), lo vedi scivolare su una buccia di banana, lo vedi cioè commettere un errore da studente delle scuole medie un po’ distratto, be’, non ce la fai proprio a trattenerti e segnali una simile smarronata con la matita blu.
Poi si può rilevare che Gramellini andava probabilmente di fretta e non ha avuto il tempo di rileggere il suo corsivo. Il che può essere anche plausibile, visto il gravoso impegno sostenuto dal giornalista per preparare e condurre un salotto televisivo settimanale su LA7. Ma la fretta, si sa, è sempre cattiva consigliera ed è cosa di cui un riverito opinion maker dovrebbe essere ben consapevole.
Ma, se vogliamo, la confusione tra “schermo” e “scherno” non è neanche la cosa peggiore che il corsivista del “Corriere” ha scritto oggi nella sua rubrica. Il passo più sconcertante è laddove il giornalista descrive una sua bizzarra teoria a proposito di una sorta di “alternanza” sul soglio pontificio: a un Papa «estroverso e carismatico» ne seguirebbe uno «introverso e intellettuale». Così sarebbe oggi Leone XIV rispetto a Francesco. Così sarebbero stati, a loro tempo, Papa Ratzinger rispetto a Karol Wojtyla e Papa Montini rispetto a Papa Giovanni. Colpisce il fatto che una simile banalità possa essere diffusa dal maggiore quotidiano italiano.
Continui pure a pontificare, Gramellini, su LA7, ma lasci perdere i pontefici. Di storia della Chiesa proprio non se ne intende.



